Zeman e Stroppa abbracci in sala stampa

28 Agosto 2017

Il boemo: «Pettinari mi piace e in difesa c’è tanto da lavorare»

PESCARA. Buona la prima per la nuova Zemanlandia. Anzi ottima. Quasi una festa, in campo come nel dopopartita, quando Stroppa e Zeman («Due che si stimano prima di tutto come uomini, prima che come tecnici», sottolinea il tecnico Dauno) hanno regalato un sipario davvero inusuale (visto il risultato) commentando la partita l'uno accanto all'altro in una improvvisata intervista parallela senza veli. «Vieni, siediti qui e spiegala tu», ha detto Stroppa a Zeman, arrivato all'improvviso alle sue spalle e che lo aveva interrotto mentre iniziava il commento della gara. E da li è partito il più anomalo dei post partita degli ultimi anni.
Forse di sempre in un campionato importante come la B. «Il Foggia si salva facile, ne sono sicuro», esordisce Zeman, «perchè ha un impianto di gioco collaudato, ha motivazioni, magari ogni tanto si sbilancia, come succedeva a me, ma le qualità ci sono tutte e poi ha dietro una gran piazza, ottomila abbonati, dalla prossima vedrete che cambia subito passo. Sono contento di averlo trovato ancora un po' imballato». E Stroppa di rimando: «Il Pescara vince facile, ha tutto quello che serve per un campionato di vertice, dal gioco, mentalità, mezzi tecnici e uno stadio che ha dato il primo messaggio di cosa può essere».
Un inno allo sport, un messaggio a tanti scalmanati che spesso confondono le partite con le battaglie per la vita. Tornando alla gara, un avvio forse oltre le aspettative dello stesso Zeman, ripensando alle dichiarazioni caute della vigilia. Magari amplificato nei numeri da un Foggia decisamente disorientato, che accettando lo scontro aperto si è votato al sacrificio, ma un successo che ci sta tutto e col quale il boemo lancia la sua sfida al campionato. Eppure quel primo tempo... «Abbiamo forse accusato l'impatto», spiega Zeman, «avevo puntato sui tre ragazzi (Del Sole, Capone e Coulibaly) che hanno alle spalle solo la Primavera, probabilmente hanno sofferto lo stadio pieno più di quanto si pensasse». Ma forse non è solo questo. «Certo sulla fase difensiva dobbiamo ancora lavorare, non possiamo stare li ad aspettare che l'avversario ti sbatte addosso. Perchè non sempre ti va bene». E Stroppa conviene, anzi rincara. «I primi due gol ce li siamo quasi fatti da soli, passaggio sbagliato e rimpallo, ma il problema è che abbiamo sbagliato troppo li davanti. Chirico? Se facesse anche gol sarebbe di altra categoria».
I cambi nel Pescara hanno dato la svolta. Vuol dire qualcosa in chiave mercato, in particolare per Benali e Brugman, oltre che per il “febbricitante” Zampano? «Non so dirlo, il mercato è diventato un problema perchè ogni giorno può cambiare qualcosa e non aiuta il lavoro. Speriamo finisca presto e si tranquillizzino tutti».
In pratica il boemo non esclude altre uscite, anche se per lui forse la priorità resta il difensore centrale ancora da prendere. E comunque un altro paio di uscite sembrano il minimo che ci si attende. Tornando al match, interessante anche il siparietto sul bomber Pettinari. «Diciamo che un po' deve ringraziare la difesa avversaria, ma non gli voglio togliere merito e soddisfazione», dice Zeman, «lui è un generoso, uno che lavora sodo tutti i giorni, si impegna sempre, ha fame e questo è molto positivo per un giovane».
Stroppa non risparmia la battuta: «È stato bravissimo a sfruttare i nostri passaggi...», per poi concludere: «Sono contento del gioco, ma dobbiamo assolutamente migliorare e sbagliare meno, perché andar via con cinque gol sul groppone non è divertente». Chiusura d'obbligo con Zeman che ricorda un amico comune, un terzo protagonista della giornata, idealmente seduto tra lui e Stroppa: Franco Mancini: «Era uno di noi, resta uno di noi, ne parliamo quasi ogni giorno nello staff, credo che sarebbe ancora molto utile a noi come al Foggia, direi al calcio». E chiudere con l'applauso per una volta non è formalismo.
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