Zeman indica il nuovo format per la A: più equilibrato un torneo a 16 squadre

15 Maggio 2017

BOLOGNA. Niente da fare, a Bologna arriva l’ennesima sconfitta. È la numero 26 (27 sul campo) di un campionato che per il Pescara ha ormai poco altro da dire, anche se Zdenek Zeman non sarà d’accordo....

BOLOGNA. Niente da fare, a Bologna arriva l’ennesima sconfitta. È la numero 26 (27 sul campo) di un campionato che per il Pescara ha ormai poco altro da dire, anche se Zdenek Zeman non sarà d’accordo. Di certo avrebbe preferito festeggiare il compleanno (70 le candeline spente in settimana) in modo diverso, e invece è arrivata una partita che il tecnico deferisce “emblematica”. Già, perché Zeman sottolinea come «questa partita e questa sconfitta rispecchiano pienamente tutte le altre che sono puntualmente maturate negli ultimi mesi». La prima vittoria in trasferta della sua gestione, al cospetto di una squadra che certo non ha disputato un buon campionato, non è arrivata.
L’analisi è semplice: «Abbiamo giocato a tratti anche alla pari», afferma il tecnico biancazzurro, «cercando di fare qualcosa di buono, ma una volta che abbiamo subito gol, non siamo stati capaci di continuare con lo stesso impegno. E non è la prima volta che accade».
I motivi delle sconfitte sono sintetizzabili in una frase: «Troppi errori banali commessi, incapacità di reagire dopo il gol subito che ci demoralizza, ci butta giù con troppa facilità». E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, è la stessa onestà intellettuale del tecnico boemo a consentire di osservare un dato eloquente: «Sotto la mia gestione abbiamo vinto una sola partita, qualcosa vorrà pur dire, e questo al di là di quanto visto a tratti anche a Bologna. Purtroppo la storia di queste gare racconta sempre lo stesso film, andiamo sotto ed abbassiamo la testa» le parole dell’allenatore, la cui squadra è da tempo costretta ad onorare un campionato che dal punto di vista dei numeri e delle motivazioni ha poco significato per una squadra già proiettata al prossimo campionato di serie B: «Se mi chiedete un parere, rispondo che un campionato con sedici squadre sarebbe senz’altro più equilibrato rispetto ad un torneo da giocarsi a diciotto o venti squadre», il pensiero dell’allenatore del Pescara, evidentemente non insensibile a certe dinamiche di fine stagione.
Da parte sua cerca comunque di garantire un campionato regolare, anche se la disparità dei valori è evidente e per eliminarla non può certamente bastare l’impegno. E nemmeno l’abnegazione delle formazioni che vanno in campo: «La verità è che, attualmente, in serie A ci sono tre ottime squadre, due buone squadre e tante altre squadre che cercano di giocarsela ogni domenica, ma è evidente che i valori sono diversi e i risultati del campo lo dimostrano» conferma Zeman, che poi risponde alla domanda di chi gli fa notare come, in passato, sia stato ad un passo dalla panchina del Bologna: «Sì, devo ammettere che c’è stata questa possibilità, anzi posso dire che ad un certo punto era tutto fatto, ma alla fine non ho firmato perché non ho avuto abbastanza rassicurazioni dalla società. Sarei stato felice di allenare il Bologna, ci sono state tante possibilità e adesso finalmente la società è molto solida, anche se ormai per me è tardi…» sorride l’allenatore.
Infine un passaggio su Muric, entrato nel corso del secondo tempo al posto di Mitrita: «È un calciatore interessante, ci si può lavorare perché ha buona tecnica anche se non ha ancora i tempi giusti. Tatticamente è difficile da gestire, per questo non ha avuto molte possibilità, ma si tratta di un prospetto interessante».
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