Zeman nel mirino della curva

Prima della gara confronto tra tifosi e giocatori. Il boemo: «Alcuni sostenitori sono venuti in hotel»
PESCARA. Non solo l’invito a “tornarsene a Roma”, ma anche offese pesanti. Ha sorpreso tutti la dura contestazione dei tifosi pescaresi nei confronti di Zdenek Zeman. Si pensava che dietro a quegli insulti ci fosse l’acredine degli ultrà verso il tecnico boemo che nel 2012 lasciò il Pescara per andare alla Roma. Quel precedente, unito ai risultati altalenanti della squadra, sembrava la causa che ha scatenato la critica feroce. Tutto vero, però c’è dell’altro. Già nelle ore precedenti al match, Zeman era infatti finito nel mirino dei supporters biancazzurri. «Le offese erano cominciate nel pomeriggio», confessa l’allenatore di Praga, «alcuni sono venuti nell’hotel dove eravamo in ritiro chiedendo di poter incontrare i calciatori. Ed io ho risposto che dovevano aspettare mezz’ora perché non volevo disturbare i ragazzi che stavano riposando». In realtà dall’albergo è uscito il team manager Andrea Gessa che ha spiegato agli ultrà la presa di posizione del tecnico. E, dopo qualche minuto di attesa, sono usciti dall’hotel quattro giocatori: il capitano Gaston Brugman, Cesare Bovo, Vincenzo Fiorillo e Ahmad Benali. I tifosi hanno chiesto il massimo impegno in vista di una gara delicata, ma evidentemente non hanno condiviso l’atteggiamento del boemo. «Sì, loro avevano fretta, volevano parlare subito. Comunque, spero di riportarli dalla mia parte». Poi, allo stadio i fischi al termine del primo tempo. «La gente non vuole che il Pescara perda. All’intervallo siamo usciti tra i fischi perché per i tifosi il risultato conta più di tutto. Di sicuro abbiamo giocato meglio nella ripresa, anche se nel primo tempo Fiorillo è rimasto inoperoso. Il Palermo è una squadra che manovra tanto e non era facile chiudere tutti gli spazi. Penso che alla fine la mia squadra abbia creato un numero maggiore di occasioni rispetto ai nostri avversari». Alla fine Zeman è contento per la prestazione. «I ragazzi mi sono piaciuti. Qualche volta sbagliano ancora i tempi di gioco, ma dimostrano grande applicazione. Da questo punto di vista sono estremamente soddisfatto perché ho visto molte verticalizzazioni». Un pizzico di amarezza per i gol subiti. «Il primo è arrivato dopo un rimpallo, mentre sul secondo ci siamo fatti sorprendere in seguito al rinvio del portiere e quella è stata una distrazione grave». Quello visto nel secondo tempo è sembrato il miglior Pescara della stagione. «Può essere, però io lo vorrei ancora più aggressivo. Ogni tanto aspettiamo troppo e rallentiamo l’azione». Rispetto alle precedenti gare, Zeman dispensa carezze ai suoi ragazzi. «Nel finale alcuni giocatori, ad esempio Mancuso e Pettinari, erano affaticati, ma tutti hanno dato il massimo e per questo sono molto contento».
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