Zeman: nemico dei bianconeri? No, soltanto di chi imbroglia

15 Aprile 2017

Il boemo accende la vigilia di Pescara-Juve con una battuta sul passato e poi: «Loro sono i più forti» Allegri mette in guardia i suoi: «L’Adriatico è un campo-trappola, Higuain e Dybala giocano»

PESCARA. «Non sono nemico della Juventus, ma di quelli che imbrogliano e le carte in procura parlano chiaro». Quasi amici. Quasi. Zeman e la Juventus non sono mai andati d’accordo. Nel corso degli anni “Sdengo” è diventato quasi un simbolo dell’antijuventinità. Calciopoli, il doping e gli scontri con l’ex dg della Juve, Luciano Moggi, radiato di recente, sono sempre stati oggetto di aspre polemiche. Oggi all’Adriatico il Pescara affronta la Vecchia Signora e per Zeman non sarà una gara normale.

Ma lui cerca di non alimentare le polemiche. «Affrontare la Juve non è mai come affrontare le altre perché da anni è la più forte. In Champions League mi ha fatto grande impressione, non è facile schiacciare il Barcellona. È un club organizzato anche fuori dal campo, è all’avanguardia. Ha soldi e organizzazione. Oggi in Italia solo la Juve può comprare giocatori da 100 milioni e i campioni fanno la differenza».

Il pronostico è scontato, ma l’allenatore di Praga in cuor suo sogna di mettere lo sgambetto agli “odiati” bianconeri. «Con la Juve è difficile per tutti e spero che i miei giocatori diano il massimo. Io mi auguro di fare come il Crotone, anche se le prossime due partite non sono molto facili. Con Fiorillo il gioco è diventato più veloce e in generale vedo un netto miglioramenti». Zeman, come è naturale che sia, teme la Juve, ma anche il suo allenatore. «Allegri è bravo, sfrutta il potenziale che ha a disposizione e ha dimostrato grandi capacità di gestione del gruppo». Più gestore o allenatore? «È molto bravo, riesce a gestire bene i suoi talenti anche perché è difficile insegnare a Higuain a calciare in porta», e giù risate. «Per me nel calcio conta far divertire e voglio che le mie squadre facciano divertire i tifosi». Elogi, ma anche dubbi per il boemo sull’undici che schiererà oggi pomeriggio. «Benali non sta bene e non sarà della partita. La formazione? Tutto è possibile».

Le scelte. Zeman ieri nella rifinitura ha provato un tridente inedito per la sfida testa-coda con Caprari e Memushaj esterni e Brugman al centro. Le quotazioni di Bahebeck, però, sono in rialzo e dovrebbe essere confermato lui al centro dell’attacco con Kastanos (più di Muric) al posto di Benali. A centrocampo ballottaggio Bruno-Muntari, in difesa, invece, Coda prenderà il posto di Bovo (squalificato).

Qui Juve. L’artiglieria pesante la porterà anche all’Adriatico, il suo vecchio stadio, ma alcune pedine del suo scacchiere rimarranno a Torino in vista del ritorno in Champions con il Barcellona. «Giocano sia Dybala che Higuain e Mandzukic. Cuadrado è in dubbio, potrebbe esserci Lemina». Le decisioni di Max Allegri, che a Pescara è rimasto molto legato dopo la sua militanza da calciatore. «In porta gioca Neto, mentre Khedira non sarà della partita». Le scelte sono queste, ma per “il conte Max”, quella di Pescara è una partita insidiosa.

Allegri e la gara-trappola. «Se non sbaglio»,osserva Alllegri, «c'è già un precedente in cui la Juventus veniva da un post-finale Uefa o robe del genere, dove a Pescara prese una bella legnata. E quindi bisognerà esserci con la testa perché la partita più importante da qui alla fine dell'anno è sempre quella successiva. Dunque, dopo il match con il Barcellona, al momento quella più importante è col Pescara». E ricorda quel 5-1 del Delfino alla Juventus, nel 1993. «Ero in campo e feci anche gol. La Juventus credo venisse dalla vittoria della coppa Uefa, se non ricordo male (ricorda bene, ndr); noi eravamo una squadra retrocessa ma giocavamo ancora discretamente», racconta. «Fu una partita strana, faceva molto caldo. Bisogna sempre fare attenzione alle squadre che giocano senza pensieri e senza pressioni di risultato». Zeman ascolta, sorride e tende la trappola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA