Zeman: non basta giocare così per vincere, dobbiamo rivedere qualcosa

Il pari senza gol con la Cremonese è in antitesi con la filosofia del boemo. Che sferza la squadra: "Ci siamo svegliati dopo mezz'ora"
CREMONA. L’ultimo pareggio di Zdenek Zeman in Italia risale al 2014, ma il tecnico del Pescara non ricorda un risultato tanto inusuale per una delle sue squadre. L’ultimo 0-0 in assoluto era arrivato in Svizzera, quando allenava il Lugano, contro il Vaduz. Il tecnico boemo non può essere felice per come ha giocato la sua squadra, ma ammette che quando le cose vanno in questo senso fa bene portare a casa un risultato che muove comunque la classifica.
«L’ultimo mio pareggio senza reti? Non lo ricordo, me lo state dicendo voi adesso», commenta il tecnico boemo, «ma quando vedo che la mia squadra pur senza produrre non perde mi va bene così».
La vera notizia, nel pareggio contro la Cremonese, è non aver visto il Pescara segnare. Però è una novità anche vedere inviolata la porta biancazzurra. Tra le due opzioni, Zeman non fa scelte, ma taglia corto. «Nessuna delle due ipotesi può essere in questo momento soddisfacente; la realtà dice che ci siamo svegliati tardi perché non abbiamo capito nulla della partita per mezz’ora contro una Cremonese che ha giocato spesso sulla seconda palla. Non siamo scesi in campo subito, non abbiamo cercato di fare una sola cosa di quanto abbiamo fatto in passato. Quando ci siamo svegliati abbiamo anche sfiorato il gol con il palo di Brugman e la punizione di Kanouté che per poco non decide il match, ma non basta».
Per Zeman quindi un punto che soddisfa e che salva un Pescara meno brillante del solito. «Quando giochiamo così il punto è buono, ma dobbiamo far rivedere il nostro calcio fin dall’inizio già dalla prossima gara. Mi potevo aspettare una Cremonese arrembante ed è stato così, perché è partita subito forte e non ci ha fatto vedere palla. Purtroppo non abbiamo trovato le misure alla svelta e abbiamo guardato».
Tesser dice di essersi ispirato alla gara che il Perugia aveva opposto al Pescara per cercare le giuste contromisure. Ha visto qualcosa in comune con le due gare, oppure no? «Ho visto due gare nella stessa partita. Nella prima mezz’ora non ho visto il mio Pescara, che sa essere aggressivo a centrocampo e in attacco, mentre avanti siamo stati poco propositivi. Siamo andati vicini al gol nel finale, ma solo per due episodi che non sono nati da manovre costruite. Siamo rimasti sul pullman per la prima parte della gara quindi mi va bene anche così, con il quarto pareggio consecutivo. Chiaro che non basta giocare come abbiamo fatto questa volta per centrare il risultato pieno».
A centrocampo il Pescara ha preso terreno nel finale di gara. «La Cremonese ha mollato un po’ la presa in mezzo e Coulibaly è cresciuto notevolmente interrompendo finalmente una mezz’ora di nulla».
Per il tecnico della Cremonese, Attilio Tesser, la missione è compiuta. Alla vigilia della gara aveva detto che sarebbe stata un’impresa impedire al Pescara di segnare un gol. «Siamo riusciti ad evitare gol, ma a noi resta un po’ di rammarico perché al Pescara non abbiamo concesso tiri in porta eppure non abbiamo vinto. Da tre gare giochiamo un buon calcio, arginiamo bene gli avversari ma abbiamo raccolto solo due punti. Più che altro sono dispiaciuto per i ragazzi e per i tifosi perché non hanno visto arrivare la vittoria nelle ultime due gare in casa anche se abbiamo giocato davvero bene».
La Cremonese ha fatto la gara specialmente a metà campo. «Quando giriamo in mezzo le cose vanno bene ma a lungo andare la fatica è cresciuta e nella parte finale della gara abbiamo subito il ritorno del Pescara ma credo che di rischi veri e propri ne sono arrivati pochi. La punizione finale rientra in quei due episodi che durante una gara si possono concedere agli avversari. Ujkani ha fatto una grande parata che ha salvato il risultato. Ma perdere non sarebbe stato giusto».
Ivan Ghigi

