«Zeman non è a rischio, abbiamo preso il Poggio»

17 Novembre 2017

Sebastiani: «Obiettivo play off. La contestazione? Vado avanti»

PESCARA. La panchina di Zeman, il Pescara in crisi, l’acquisizione futura dell’Ekk hotel, il Poggio degli Ulivi e il trofeo Matteotti. Daniele Sebastiani torna a parlare della delicata situazione del Delfino e non solo.
Sebastiani, dopo la partita di Bari ha detto che tutti sono in discussione, anche Zdenek Zeman?
«Ho detto che tutti siamo in discussione: società, allenatori e giocatori. Nessuno escluso».
Quindi, la panchina di Zeman traballa?
«Assolutamente no. L’allenatore non è in discussione. L’abbiamo scelto e andiamo avanti con lui perché crediamo nel progetto tecnico che abbiamo iniziato assieme».
Dopo le ultime gare, però, la posizione del tecnico è sembrata meno solida e alcuni spifferi dicono che si potrebbe profilare un clamoroso ritorno di Massimo Oddo in panchina.
«Non è vero perché Zeman non è stato mai in discussione e non lo è. E’ chiaro che poi in giro si parli del ritorno di Oddo visto che è sotto contratto col Pescara».
La zona play out è distante due punti. È preoccupato?
«No, perché i play off sono a 4 punti e sono tranquillo».
Potenzialità e obiettivi della squadra?
«Entrare nelle prime sette».
Dunque, obiettivo play off anche se i risultati sono abbastanza deludenti?
«Non sono deluso, perché questa è una squadra nuova e giovane e bisogna avere pazienza. Con 4-5 punti in più che abbiamo lasciato per strada, adesso il Pescara sarebbe nei primi posti».
Si parla dei giovani del Pescara, ma quelli di proprietà sono pochi, non crede?
«Non sono d’accordo. Solo su Capone non abbiamo nessun diritto di riscatto. Kanoutè è nostro, su Del Sole abbiamo il 50% sulla rivendita, Carraro ha il diritto di riscatto, Elizalde è nostro».
Di recente avete scelto l’Ekk hotel come quartier generale. Una struttura che state rilevando per crearci una specie di “Casa Pescara”?
«Sì, è vero, la stiamo acquisendo per dare più valore e prestigio alla società. E’ una struttura in liquidazione e abbiamo già formulato un’offerta al curatore fallimentare per rilevarla. Il nostro obiettivo è quello di far nascere un campo da calcio adiacente all’hotel, per sfruttare l’impianto non solo per il Pescara, ma anche per altre situazioni. Vogliamo far diventare Ekk una struttura completa e all’avanguardia per le società sportive, tipo il Mancini Park Hotel di Roma, dove spesso si raduna l’Under 21».
Quanto state investendo?
«Circa due milioni di euro, dovrebbe essere questo l’esborso economico. Il motivo? Perché vogliamo rafforzare sempre più il Pescara, anche con questa operazione, che non è la sola».
Che cosa bolle in pentola?
«Stiamo completando l’acquisto del centro sportivo Poggio degli Ulivi di Città Sant’Angelo, struttura che utilizziamo da tempo pagando un canone d’affitto. Siamo ai dettagli, ma posso dire che l’operazione è in dirittura d’arrivo. Subentreremo al leasing in essere e diventeremo proprietari della struttura. Tutto ciò perché vogliamo dare valore al club anche con le infrastrutture».
Nel mercato di gennaio farete qualche operazione mirata?
«Se dovesse servire non ci tireremo indietro, ma faremo solo operazioni funzionali».
Ganz, il colpo dell’estate, non riesce a trovare spazio.
«Il più dispiaciuto di questa situazione è Zeman. E’ un giocatore che abbiamo preso perché crediamo in lui e spero che nelle prossime partite possa trovare il giusto spazio. Poi, se non dovesse accadere, ma non credo che accadrà, a gennaio faremo delle valutazioni con lui e con il suo procuratore».
Campagnaro, un giocatore che lei stima e che ha confermato, non sta trovando spazio nonostante sia tornato a disposizione dell’allenatore. Perché?
«Hugo è un giocatore straordinario per la B, ma credo che non sia ancora al top della condizione e Zeman lo utilizzerà appena lo riterrà opportuno».
Dopo il calcio anche il ciclismo, il suo primo amore. Da poco è presidente dell’ Uc Perna, che organizza il Trofeo Matteotti, perché ha deciso di tuffarsi in questa avventura?
«Partiamo con entusiasmo e vorremmo far tornare il trofeo Matteotti ai fasti di un tempo. La data del 23 settembre faciliterà l’arrivo a Pescara dei big del ciclismo, visto che la settimana successiva ci sarà il Mondiale».
Perché ha scelto di mettersi in prima linea?
«Solo per la passione per il ciclismo. Il motivo è questo. E’ una scommessa che vogliamo vincere insieme a Stefano Giuliani, che si occuperà della parte tecnica e sportiva dell’evento».
Che cosa ha in mente per rilanciare la manifestazione?
«Ricreare entusiasmo, coinvolgendo i corridori di punta a livello internazionale e non solo. Vorremmo coinvolgere anche alcuni personaggi dello sport e dello spettacolo».
Quanto costerà il Matteotti?
«Credo 250mila euro e, rispetto a quest’anno il trofeo avrà il nome di uno sponsor importante».
Parliamo del suo rapporto con la piazza pescarese. La contestazione nei suoi confronti con il passare del tempo è aumentata.
«Non mi interessa. Io lavoro per il bene del Pescara. Non vendo fumo e falsità e, forse non sono simpatico a tanti, però quando andrò via state certi che non lascerò macerie, anzi...».
Perchè le danno dell’affarista?
«Io sono imprenditore e so fare questo lavoro. In tanti parlano senza sapere, basta entrare in società per capire gli impegni e gli sforzi che si fanno».
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