Zeman-Sebastiani, tifoseria divisa

Il boemo presentato a Lugano, ma in città tiene banco il botta e risposta tra i due
PESCARA. La dura polemica tra Zdenek Zeman e Daniele Sebastiani ha spaccato la tifoseria. In giro per la città, nei bar e sui social network i pescaresi continuano a scambiarsi opinioni su una vicenda che ha destato clamore. Alcuni sono favorevoli al presidente del Pescara, memori dei vari rifiuti incassati dal club biancazzurro negli ultimi anni. Non tanto il primo, quello che nel 2012 portò il boemo alla Roma. Tornare nella Capitale fu per molti una scelta irrinunciabile, anche se in quel periodo tutta la città era ai suoi piedi. Piuttosto, il rancore nei confronti di Zeman (presentato ieri a Lugano dal presidente Renzetti, ex numero del Pescara) scaturisce dal diniego che si è materializzato la scorsa estate. Non bisogna dimenticare, infatti, che prima di firmare per il Cagliari il boemo si era promesso al Bologna. “Ma come?, si sono chiesti in tanti, Nonostante l’appartenenza alla stessa categoria, Zeman ci ripudia di nuovo?”.
Altri, invece, pur ricordando con un pizzico di amarezza i suoi rifiuti, restano convinti che affidare di nuovo la panchina al boemo sarebbe stata comunque la mossa giusta. Questo perché, come hanno ribadito in coro i dirigenti nei giorni scorsi, il Pescara è intenzionato a ringiovanire la rosa.
Il diesse Peppino Peppino e il direttore generale Giorgio Repetto erano da tempo all’opera per individuare i calciatori idonei per ripartire in quest’ottica. Nella sua carriera Zeman ha valorizzato tanti ragazzi di belle speranze, perciò, sottolineano tanti tifosi, con lui al timone le possibilità di ottenere buoni risultati e di esprimere un calcio piacevole sarebbero state molto alte. La riflessione non cancella la stima nei riguardi di Massimo Oddo. Quasi all’unanimità, i tifosi riconoscono al 39enne grandi doti di condottiero. L’ex difensore di Milan e Lazio conosce bene i gusti della piazza e in poche settimane ha cambiato volto alla squadra dandogli un’impronta offensiva. Invece, adesso i dubbi riguardano i piani della società. Il tecnico pescarese ha trascinato la tifoseria riaccendendo l’entusiasmo, ma i dirigenti riusciranno ad assicurargli un organico all’altezza della passata stagione? Questo è l’interrogativo ricorrente. La speranza è che non venga buttato tutto all’aria. Per questo motivo, nonostante le numerose cessioni per salvaguardare il bilancio, i direttori dovranno essere pronti a rimpiazzare i partenti e consegnare a Oddo un organico competitivo. Perché, al di là di tutti i ragionamenti, l’euforia è sempre una conseguenza dei risultati che si ottengono sul campo. La squadra e l’allenatore dovranno essere bravi a conservare lo spirito che ha fatto sognare il ritorno in serie A. Il prossimo test sarà la campagna abbonamenti che verrà lanciata nei prossimi giorni. Si tratta di un indicatore importante per misurare il gradimento della piazza sulle strategia della società. (g.t.)
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