Zhang non paga, l’Inter va a Oaktree

Il fondo californiano diventa padrone del club campione d’Italia
MILANO. Dalla Cina agli Stati Uniti, l'Inter è pronta a cambiare proprietà. Non ci sono stati scossoni né novità nell'ultimo giorno disponibile per Steven Zhang per trovare le risorse necessarie a ripagarre i 385 milioni di debiti (interessi compresi) verso Oaktree per il finanziamento concesso nel 2021, accordo che aveva la sua scadenza proprio ieri. Il tempo per ufficializzare il tutto deve ancora arrivare, ma in attesa di comunicati anche chi si muove dietro le quinte dell'operazione non lascia spazio ad altre opzioni se non quella che il club nerazzurro a breve passerà nelle mani del fondo californiano. Una nuova giornata di silenzi ha così caratterizzato il mondo interista, visto che novità formali non ce ne sono state. Tutto lascia presagire quindi che nei prossimi giorni la situazione dovrebbe accelerare per portare la società a diventare di proprietà di Oaktree, chiudendo così l'epoca di Suning in nerazzurro dopo quasi 900 milioni di euro investiti dal 2016 ad oggi per centrare sette trofei tra cui due scudetti. La conclusione, però, vede gli Zhang farsi sfilare il club dal fondo californiano, dopo non essere riusciti negli ultimi tre anni a trovare una soluzione valida per ripagare il debito. E l'Inter quindi prepararsi ad abbracciare la sua prima proprietà statunitense, dopo l'epoca indonesiana nel post-Moratti con Thohir alla guida dal 2013 al 2016 e quella cinese di Suning che si sta concludendo. Si attende così il via libera ai vari passaggi burocratici, per i quali dopo l'escussione del pegno e il completamento delle procedure tecniche, Oaktree dovrà nominare un nuovo consiglio di amministrazione (nell'attuale fanno già parte due consiglieri in orbita Oaktree, ovverosia Carlo Marchetti e Amedeo Carassai), oltre a un nuovo presidente. L'attuale dirigenza invece non dovrebbe essere toccata, così come sul mercato l'Inter continuerà a muoversi come fatto negli ultimi anni puntando sull'equilibrio. In attesa della nuova governance, sullo sfondo resta la situazione legata ai rinnovi, in particolare quelli di Barella, Inzaghi e Lautaro.
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