Zuffa tra insulti e minacce Auto scortate dalla polizia

Il concitato post-partita coinvolge anche alcuni accompagnatori degli atleti Caccia alle immagini per individuare i responsabili, possibili Daspo in arrivo
L’AQUILA. Calciatori strattonati. Familiari spaventati. Una strada chiusa. E due versioni differenti. La prima: i calciatori rispondono male, reagendo nei confronti dei tifosi che poi li “avvicinano” con intenti non proprio amichevoli. La seconda: gli atleti sono vittima di un’aggressione, più o meno premeditata. Materiale per la Digos – ma anche per la discussione settimanale – ce n’è abbastanza, dopo un incredibile L’Aquila-Siena che potrebbe avere qualche strascico ulteriore. Insomma, come festeggiare un Daspo finito. E rischiare che ne arrivino altri a stretto giro di posta. Nessun ferito, nessun identificato. Probabili denunce in arrivo.
Tutto accade a partita finita, in una via limitrofa allo stadio, viale Tagliacozzo, che risale dalla rotonda del Torrione fino al Castello. I pochissimi tifosi toscani sono già in viaggio verso casa. Molti aquilani sono già arrivati a casa. Escono i calciatori dallo stadio e succede l’imponderabile. Alcune testimonianze riferiscono di un parapiglia crescente, anche dal punto di vista numerico, con al centro due calciatori rossoblù: Christian Chirieletti e Salvatore Sandomenico. I due, insieme ad alcuni familiari e amici, in un attimo finiscono al centro di un parapiglia che la polizia a fatica riesce a contenere. Il loro tentativo di rientrare in macchina si trasforma in qualcosa di diverso. Volano parole grosse, il gruppo diventa sempre più numeroso. Accorrono, attirati dalle grida, anche altri tifosi che stazionano davanti al bar. Cosa succede in questa fase sono in grado di riferirlo soltanto i protagonisti. Il tira e molla dura parecchi minuti.
All’arrivo degli agenti, tuttavia, gli animi sono ancora surriscaldati. Dopo un primo contatto ce n’è anche un secondo. Si parla di contatto fisico, con spintoni e strattonamenti, qualche calcio andato a segno contro mezzi e persone. Oltre a una serie di insulti, offese e minacce. La strada viene chiusa al traffico. Sandomenico e Chirieletti, dopo l’inseguimento, provano a difendersi e a replicare. Peggio che andar di notte. Va così anche per i loro accompagnatori, che si trovano al centro di una situazione spiacevole, inattesa e non voluta.
La polizia chiama i rinforzi (la questura è lì a un passo) e riesce a riportare la calma non senza fatica. Due auto di servizio scortano fuori città i tesserati e i loro familiari e amici, gli altri agenti ascoltano le testimonianze, che saranno esaminate nelle prossime ore, insieme alle immagini del parapiglia. Alcune persone riferiscono di aver visto molto scossi i calciatori, in particolare Sandomenico, che appare incredulo per il fatto che proprio lui sia finito nel mirino dei contestatori. Molto provati anche gli accompagnatori dei due tesserati. La società mette il bavaglio a tutti e preferisce attendere prima di esprimere la sua opinione sia sul momento sia sulla coda inaspettata della partita.
Non va molto meglio al Siena, visto che, a pochi metri di distanza, anche l’allenatore ospite Guido Carboni ha da ridire nei confronti della sua tifoseria. «Una vittoria importante soprattutto per mettere a tacere chi ci aveva criticato dopo il 3-3 di una settimana fa con il Teramo. L’Aquila? Mi auguro che si salvi soprattutto per la città e i suoi tifosi. Ha qualità per tirarsi fuori da queste sabbie mobili. La verità è che la partita si è messa subito male per loro con i due gol a freddo. Sotto pressione psicologica, è difficile a quel punto riprendere in mano le redini del match». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

