Zuparic: «Panchina giusta, ma ora sto bene»

Il difensore croato ha superato il periodo negativo tornando a giocare su buoni livelli
PESCARA. In più di una circostanza l'allenatore del Pescara, Massimo Oddo, ha spiegato come da una situazione di crisi possa nascere un'opportunità. Dario Zuparic deve averlo preso alla lettera, perchè dal pomeriggio di Chiavari, quello dell'infortunio a Rolando Mandragora, ha ripreso con autorevolezza il posto al centro della difesa: «Stavo giocando davvero male», spiega il difensore croato, con un italiano che migliora con il passare del tempo, «il mister ha fatto bene a tenermi in panchina per qualche turno. Il riposo forzato mi è servito per ritrovare la giusta concentrazione e la voglia di fare meglio. E nelle ultime due partite le cose sono andate evidentemente meglio». Piuttosto schivo fuori dal campo, dimostra di non amare l'attenzione mediatica, microfoni e telecamere: «Ma in gara mi trasformo. Quando c'è da lottare urlo, grido, mi arrabbio, non tiro mai indietro la gamba. Al contrario di quello che avviene nella vita di tutti i giorni. Parlo poco, anche con mia madre». E si nota. Non si sbilancia neanche quando gli viene fatto notare che lui è uno dei pochi ad essersi tolto la soddisfazione di vincere a Modena, campo storicamente avaro con i colori biancazzurri: «È vero, vincemmo 1-0 nell'anno di Marino, ma questo è passato. Adesso sappiamo che ci aspetta una battaglia contro una squadra bisognosa di punti per evitare la retrocessione. Noi peró vogliamo fare risultato per mantenere la posizione in vista dei play-off. Raggiunto l'obiettivo, ora dobbiamo provare a rimanere tra le prime quattro per avere i vantaggi offerti dal regolamento».
E su quello che potrebbe accadere nell'appendice della stagione non ha dubbi: «Prima di tutto punto sul Pescara. Abbiamo dimostrato il nostro valore in più di una circostanza e sono convinto che se giochiamo come sappiamo saranno gli altri a doversi preoccupare di noi».
Secondo alcuni, tifosi e addetti ai lavori, l'avversario da evitare è il Bari. Non per Zuparic: «Ho sentito anch'io queste voci. Si dice che giocare in uno stadio con 40.000 spettatori possa essere difficile, e sono d'accordo. Ma pensate sia semplice giocare a Cesena o La Spezia? È vero, magari il numero di tifosi è inferiore, peró sono tutti attaccati al campo e spingono dall'inizio alla fine. Per questo preferisco non fare calcoli e avanzare un passo alla volta. Così possiamo arrivare in alto».
Adriano De Stephanis
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