È rissa Mediapro-Lega sui diritti tv

2 Giugno 2018

Gli spagnoli accusano la governance del calcio di serie A di essere in malafede

ROMA. Mediapro riparte all'offensiva sulla disputa dei diritti tv per il calcio. Quattro giorni dopo la risoluzione del contratto da parte della Lega serie A, e nelle more delle scelte da parte dei club del massimo campionato, l'operatore spagnolo ha inviato una lettera dai toni durissimi alla stessa Lega e a Infront, definendo «illegittima» la decisione presa dall'assemblea e chiedendo che «sia revocata entro tre giorni», prima di dare mandato ai legali di tutelare i propri diritti in sede, civile e penale, oltre che in via cautelare. Nel testo della missiva, si parla di «malafede» da parte della Lega, accusata di avere tenuto sempre aperti i canali con Sky nonostante i diritti fossero stati assegnati e di essere rimasta inerte dopo il ricorso del colosso televisivo al tribunale di Milano contro l'assegnazione. Nella stessa lettera, Mediapro, lamenta di essere stata usata «strumentalmente» per ottenere alla fine un accordo più favorevole con Sky e di aver deciso la risoluzione del contratto in base a richieste di garanzie mai avanzate da nessun altro, nè in Spagna nè in altri Paesi. Sembra dunque tutt'altro che finito, anzi è tornato in qualche modo agli inizi, il braccio di ferro sulla gestione dei diritti tv. E la soluzione sembra ancora in alto mare. Ieri il consiglio di Lega si è riunito a Milano per cominciare a delineare la questione: dai dirigenti di via Rosellini filtra «serenità» sulle scelte fatte con la risoluzione del contratto con Mediapro: un momento chiave si avrà martedì, con l'assemblea dei 20 club che deciderà di rimettere sul mercato i diritti tv attraverso trattativa privata. Allora dovrebbero essere pubblicati gli schemi di offerta dei pacchetti, per piattaforma, mista o per prodotto. Le manifestazioni di interesse dovrebbero essere presentate fino al 7 giugno, e l'iter per l'assegnazione dei diritti si dovrebbe concludere il 13. Gli spagnoli in teoria hanno ancora tempo per mettersi in regola per presentare la fidejussione, ma sono loro ora a dare ultimatum. Incombe la tempesta di una dura e lunga disputa legale.