È un Lanciano di ferro, ma l’attacco è un rebus

Col pari di Chiavari sono 8 le gare utili consecutive nonostante i guai in avanti
LANCIANO. Lo 0-0 di Chiavari, ottavo risultato utile di fila per i rossoneri, peraltro ancora imbattuti in trasferta, ha evidenziato due realtà incontrovertibili. La prima riguarda l'attuale solidità difensiva della Virtus, che dopo aver subito ben 13 reti nelle prime 7 gare (media 1,85 a partita), ne ha rimediate appena 2 nelle successive 5 (media 0,4), pur avendo dovuto rinunciare (tra squalifiche ed infortuni), a rotazione, ad elementi del calibro di Amenta, Ferrario e Conti. La seconda, altrettanto lampante, investe invece il reparto avanzato. Orfano in terra ligure di due dei suoi tre attaccanti centrali, essendo a disposizione di mister D'Aversa il solo Monachello, complici le contemporanee defezioni dello squalificato Thiam, assente anche sabato contro il Livorno (a meno di buone notizie dalla Disciplinare, chiamata in settimana ad esprimersi circa il ricorso inoltrato dal club frentano per i tre turni di stop, due dei quali già scontati), e dell'infortunato Cerri, che ne avrà per un bel po'. Un sessantina di giorni, stando al comunicato ufficiale della società, che al momento però non si è ancora pronunciata (lo farà probabilmente in settimana, sul proprio sito) circa le indiscrezioni provenienti da Parma e relative ad un possibile intervento chirurgico per il quale spingerebbe lo stesso club emiliano, proprietario del suo cartellino. Indiscrezioni che se, suffragate dai fatti, allungherebbero, e non di poco, i tempi di recupero del 18enne attaccante rossonero. Quanto a Monachello, pur impegnandosi al massimo sabato scorso, al pari dei compagni di reparto Piccolo e Gatto, non ha creato grandi pericoli alla porta della Virtus Entella, legittimando di fatto il risultato finale. Peraltro congeniale alla squadra rossonera che, con 7 pareggi in 12 gare, è, non a caso, quella che ne ha sinora collezionati di più. La novità, semmai, è rappresentata dal fatto che è il primo ad occhiali di un avvio di stagione nel quale, Mammarella e soci erano gli unici ad essere sempre andati a segno nelle precedenti 11 giornate. A conferma che qualche difficoltà, in chiave offensiva, la compagine frentana l'ha palesata, seppur limitatamente all'ultimo turno. Del resto, sia la posizione di classifica, che vede la Virtus tuttora in zona play off, sia lo stesso computo delle reti all'attivo (20, al pari di Trapani e Livorno, e secondo al solo Carpi capolista) restano ottimali. Soprattutto per una compagine che ha sempre ribadito di puntare esclusivamente alla salvezza. Che poi la piazza la pensi diversamente, è un altro discorso, così come bisogna dire che in occasione del big-match di sabato prossimo, quando al Biondi scenderà il Livorno dell'ex Carmine Gautieri, mister D'Aversa dovrebbe recuperare, oltre a Conti, anche il capocannoniere della squadra. Ovvero il centrocampista goleador Gaetano Vastola (già 5 le reti al suo attivo in stagione: una in più delle punte Cerri e Gatto), quasi sempre decisivo quest'anno, e non solo per il contributo offerto dal punto di vista strettamente realizzativo. «Impossibile dire», sottolinea l'esterno d'attacco Antonio Piccolo, tra i migliori in Liguria, «se con lui e gli altri assenti in campo le cose sarebbero andate diversamente. Magari, per assurdo, avremmo anche potuto perdere, visto che ogni gara fa storia a sè e che chi li ha sostituiti ha dato il massimo. Senza contare», sottolinea il 26enne calciatore campano, «che quella di Chiavari è stata la terza partita disputata nel giro di soli sette giorni, e contro un avversaria capace di battere squadre del calibro di Carpi e Frosinone. Certo, si poteva fare qualcosina in più, ma abbiamo tenuto bene il confronto uscendo a testa alta dal campo». E sabato si torna di nuovo al Biondi, per un'altra sfida di tutto rispetto: «È vero, dato che quella toscana è una compagine costruita col preciso intento di vincere il campionato. Hanno tanti giocatori di categoria superiore e particolarmente adatti al modulo di Gautieri. Non sarà facile, ma se dall'inizio della stagione ad oggi abbiamo perso una sola volta, qualcosa vorrà pur dire, nel senso che batterci è assai difficile, e lo sarà anche stavolta». Al cospetto di un allenatore che molti di voi conoscono bene e che a Lanciano ha lasciato il segno: «Proprio così», afferma in conclusione Piccolo, «col mister ho un ottimo rapporto e tanti bei ricordi. Che conservo gelosamente ma che una volta iniziato l'incontro non conteranno più nulla, almeno durante i 90' di gioco. A lui auguro le migliori fortune, fatta eccezione per le due partite nelle quali ce lo ritroveremo di fronte da avversario».
Stefano De Cristofaro
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