È rottura con l’area di Ginoble Ora il Pd guarda a Sottanelli

Il consiglio ha certificato la spaccatura della maggioranza: le due anime ormai lontane si beccano a colpi di comunicati stampa. Nella minoranza Recchiuti appare isolato e accusa Nugnes: incoerente
ROSETO. Il consiglio comunale sul Pan (piano di assetto naturalistico) della riserva del Borsacchio ha ulteriormente delineato la situazione politica in vista delle elezioni amministrative 2021 a Roseto. Consolidata ormai la rottura insanabile tra il Partito democratico e i consiglieri dei gruppi civici vicini a Tommaso Ginoble, anche nel centrodestra gli equilibri vacillano tra chi è rimasto in aula per mantenere il numero legale durante la votazione sul ritiro del Pan, ovvero Enio Pavone e Angelo Marcone, e chi invece è uscito dall’aula, Alessandro Recchiuti. Senza dimenticare il consigliere Mario Nugnes, che insieme a Pavone ha mosso dure critiche sull’atteggiamento dei consiglieri ginobliani, colpevoli secondo lui di voler far mancare il numero legale e di voler rinviare di conseguenza la discussione sul piano.
I GINOBLIANI. Simone Aloisi e Marco Angelini, capigruppo di “Roseto democratica” e “Roseto Protagonista”, respingono al mittente le accuse. «Non accettiamo lezioni di moralità», precisano Aloisi e Angelini, «da chi si accorda per edificare con il Pd ma poi si astiene in aula. I leoni dei social, alla prova del voto in consiglio comunale, hanno fatto come Ponzio Pilato, si sono lavati le mani». I ginobliani mettono nero su bianco le loro ragioni sull’approvazione del Pan, rivendicando un atteggiamento di coerenza con il quale si smarcano sia dal Pd, che aveva presentato gli emendamenti poi bocciati, sia dalle dichiarazioni di Nugnes e Pavone. «Il piano di assetto naturalistico portato in consiglio da tutta la maggioranza ha ricevuto l’apprezzamento di tutte le autorità ambientali, tant’è che non era stata richiesta nemmeno in prima battuta l’assoggettabilità a Vas», continuano Aloisi e Angelini, «il nostro gruppo si è invece opposto con fermezza agli emendamenti proposti dal Pd, bocciati dopo il coro di proteste degli ambientalisti e di altri consiglieri, che prevedevano 27mila metri quadri di nuova edificazione. È evidente a tutti che non potevamo acconsentire a una modifica arrivata come un colpo di coda e dietro la quale si celavano miseri accordi elettorali che nulla hanno a che vedere con la riserva. Non a caso Nugnes, che sui social oggi rivendica l’approvazione del Pan, in consiglio si è astenuto senza che la città di Roseto e il suo sparuto gruppo di elettori abbiano potuto mai capire se egli fosse favorevole o contrario agli emendamenti del Pd, così come Pavone».
IL PD. L’atteggiamento dei ginobliani però è criticato aspramente anche dallo stesso Pd, che non comprende l’uscita dall’aula dei consiglieri ginobliani e soprattutto di Teresa Ginoble. «Un gruppo di maggioranza che abbandona l’aula è già di per sé grave», si legge nella nota del Pd, «ma se anche il presidente del consiglio comunale abbandona il suo posto, con il chiaro obiettivo di far mancare il numero legale, mandare deserta la seduta e impedire di discutere il Pan, in questo caso si tratta di cosa ancor più grave, per ragioni fin troppo evidenti. Se hanno fatto di tutto per far mancare il numero legale, per quale ragione il giorno dopo si sono vantati di essere stati determinanti per l’adozione del Pan?». A questo punto il Pd, consolidata la spaccatura con i consiglieri ginobliani, e anche con i 5 stelle e Rosaria Ciancaione dopo il suo voto contrario, cercherà di allargare la coalizione inglobando l’area civica riferibile a Enzo Frattari e Franco Di Bonaventura, che potrebbero fare da tramite anche per stringere un accordo con Giulio Sottanelli e Nugnes.
AZIONE E RECCHIUTI. Questi ultimi sono sostenuti da “Azione”, che con i suoi referenti Gabriella Recchiuti e Gianni Mazzocchetti difende Nugnes e gli altri membri dell’opposizione rimasti in aula, Pavone e Marcone, ma critica Recchiuti. «Il fatto che il consigliere Recchiuti vedesse nel rinvio del voto l’occasione per spodestare la maggioranza è un argomento francamente illogico», dicono i due, «che non ha fondamenta né giuridiche né politiche». Recchiuti, a sua volta, giudica l’atteggiamento di Nugnes ipocrita. «Nugnes ha mantenuto prima il numero legale», dice Recchiuti, «e poi sulla proposta di ritiro del Pan della consigliera Ciancaione è andato fuori. Ci vuole coerenza».
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