È un artista ma non guadagna Diventa tatuatore e sfonda

29 Luglio 2018

Giuliese di 31 anni che ha esposto opere di aerografia a New York e Tokyo si reinventa nel tattoo «Oggi mi chiamano come guest artist in grossi studi italiani, ho collaborazioni anche all’estero»

GIULIANOVA. Un giovane artista dell’aerografia diventa tatuatore per riuscire a vivere del proprio mestiere. È questa la storia di Simone Millo, 31enne giuliese, che è divenuto tattoo artist, passando dal disegnare su superfici metalliche al dipingere la pelle umana. Dopo aver frequentato il liceo artistico “Montauti” di Teramo, Millo si è diplomato nel 2010 prima all'Accademia di Belle Arti di Firenze e poi nel 2013 in quella di Bologna, continuando a fare aerografia, sia realizzando lavori su commissione su caschi e moto, sia creando opere d’arte contemporanea.
Le sue prime creazioni sono attualmente esposte nelle sale del ristorante diffuso “D.One” di Montepagano, in un’esposizione dal titolo “Sfascio”. «Paradossalmente si tratta della seconda o terza mostra che ho tenuto qui in Abruzzo, la mia regione di nascita. La prima qui è stata negli spazi de “L’Officina” a Giulianova nel 2015», dice il 31enne, che ha partecipato a svariate esposizioni e avvenimenti artistici in Italia e all’estero, tra cui New York e Tokyo.
I suoi lavori d’arte contemporanea, realizzati su diversi materiali di recupero, quali sportelli e cofani di automobili, toccano temi sociali e politici, a volte scomodi, con disegni realistici d’impatto: ad esempio l’immagine di un bambino africano che soffre la fame o quella surrealista di potenze internazionali che muovono i loro eserciti come in un grande gioco. «Ho iniziato a creare con l’areografia più o meno a 14 anni, appena finite le medie», racconta Millo, seduto ad un tavolo nello stesso spazio in cui ha realizzato le sue prime opere. «Ho sistemato questo piccolo locale sotto casa, approntando tutto affinché potessi realizzare i miei lavori», aggiunge il 31enne, «e qui ho continuato per diverso tempo, fino a quando non sono andato fuori a studiare. Anche la scelta dell’Accademia di Belle Arti a Firenze non è stata casuale perché mi ha fornito le basi tecniche. Poi mi sono spostato a Bologna, dove ho trovato un ambiente in cui si dava più spazio alla concettualità nell’opera d’arte».
Nel frattempo Millo aveva conosciuto alcuni lontani parenti statunitensi, giunti in Italia per ricostruire il loro albero genealogico e, dietro loro invito, appena finiti i cinque anni di accademia, si è trasferito per tre mesi a Bloomington, a 45 minuti da Indianapolis. «Nel periodo trascorso negli Stati Uniti, ho continuato con l’aerografia mentre giravo per le gallerie d’arte cercando di farmi conoscere un po’», dice il 31enne, «una mattina lessi sul giornale di un concorso artistico. Scelsi di partecipare, arrivando secondo. Poco dopo venni contattato da un giornalista, che, incuriosito dalla mia storia, mi dedicò un’intervista poi pubblicata sulla prima pagina del giornale per cui lavorava, giusto qualche giorno dopo il mio rientro in Italia». Dopo quell’articolo, Millo racconta di essere stato chiamato da diverse agenzie pubblicitarie estere che gli hanno proposto alcuni lavori, senza però permettergli di ottenere il visto per rimanere negli Stati Uniti. «Purtroppo si tratta di un investimento non da poco per un’azienda», continua il giovane, «quindi, mio malgrado, sono rimasto a Giulianova, cercando di trovare un lavoro con cui mantenermi mentre continuavo a fare arte. Non ero soddisfatto, perché mi sembrava di arrangiarmi senza però concludere nulla. Ho lavorato per un po’ come bagnino di salvataggio per la Croce Rossa e con i soldi guadagnati con l’ultimo stipendio ho acquistato una macchina per fare tatuaggi. Non avevo mai preso in considerazione l’idea se non quando, più per mera curiosità, ho barattato alcune lezioni di aerografia, chiestemi da un ex compagno delle superiori, già tatuatore, con altre di tatuaggio per l'appunto. Da quell'esperienza ho scoperto un nuovo modo di fare arte, che al contempo mi permette di vivere del mio lavoro». Per il giovane, la decisione di lasciare l’Italia è stata quasi instantanea, trasferendosi nel 2015 per qualche tempo in Olanda, prima osservando il lavoro di un suo cugino tatuatore con esperienza ultraventennale ad Amsterdam, e poi a Rotterdam lavorando nello studio del noto tatuatore Julian Suarez, dove ha avuto modo di collaborare con numerosi artisti del tatuaggio. «Con nozioni di tecnica del disegno e anatomia, apprese durante la formazione accademica, sicuramente ero avvantaggiato nell’iniziare la mia carriera di tatuatore», dice Millo, «rispetto al metallo disegnare sulla pelle umana è un’altra cosa, senza contare che si tratta di una superficie sempre diversa». «Da queste esperienze all’estero», prosegue il giovane, «ho cercato di apprendere il più possibile, concentrandomi sugli artisti con cui condivido la predilezione per il realismo in bianco e nero. Per distinguersi in questo settore, infatti, è importante coltivare un proprio stile, rendere il tatuaggio immediatamente riconoscibile come opera eseguita da un determinato artista. Sempre per questo motivo, propongo al cliente solo miei lavori originali, pensati e disegnati da me, tra cui scegliere prima di tatuarli». Nonostante i numerosi viaggi all’estero e le collaborazioni in più parti d’Italia, Millo ha scelto di rimanere a Giulianova, suo paese natio, luogo di cui si dice innamorato per la vicinanza con il mare. Millo collabora con diversi studi in Italia - tra cui il “Freehand Fucktory” a Mosciano Sant’Angelo, il “Tattoo Experience” ad Ancona e lo “SkinCake” a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini - accanto a numerosi altri in Europa e negli Stati Uniti, dove viene chiamato come “guest artist” più volte durante l’anno.
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