A Casoli la terra continua a muoversi

25 Febbraio 2017

Civitella chiede alla Protezione civile misure straordinarie per Ponzano, a Cermignano crollano due case già lesionate

TERAMO. Ponzano di Civitella, Castelnuovo di Campli, ma anche Casoli di Atri. E’ qui che la terra presenta le tre ferite più profonde.

CASOLI. Una frana lunga circa 250 metri con un'ampiezza di circa 80 metri e una profondità che si attesta tra i 3 e 5 metri e che potrebbe celare un'altra frana più profonda. E' questo il quadro che emerge del movimento franoso che sta interessando il centro storico di Casoli di Atri. Finora sono state sgomberate 15 famiglie. «Si tratta di una paleofrana», spiega il geologo incaricato dal Comune, Angelo Iezzi, «che si è riattivata a seguito delle recenti avversità atmosferiche, interessando il versante superiore del territorio e che poi ha avuto ripercussioni sulla strada provinciale 27, sulle abitazioni e le palazzine sottostanti oltre a tutti i sottoservizi che ci sono». Secondo il geologo «non servono interventi strutturali tampone e di scarsa efficacia, occorre ora agire velocemente con i rilievi necessari per poter definire in maniera corretta il da farsi». Il sindaco Gabriele Astolfi chiede «alla Provincia, al Genio Civile, alla Protezione Civile Regionale e a tutti gli enti preposti di agire tempestivamente affinché gli interventi che il monitoraggio indicherà necessari possano essere effettuali nel più breve tempo possibile». Peraltro, fa notare Astolfi, smottamenti si sono verificati anche a Villa Ferretti «dove il dissesto si sviluppa per circa un chilometro e tre famiglie sono state evacuate. Altra frana si trova all'inizio della Provinciale per Treciminiere con rischi per le case; problemi sulla Provinciale per Silvi e Pineto, ci sono stati cedimenti tra le contrade Cona e Cavalieri».

PONZANO. Incontro dedicato alla grave situazione a Ponzano, ma anche di Castelnuovo, con Titti Postiglione, il capo dell’ufficio emergenze della Protezione civile. L’assessore Gabriele Marcellini, che ha partecipato all’incontro insieme al sindaco Cristina Di Pietro, dice che sostanzialmente sono state individuate due strade. Una riguarda una soluzione ad ho per la frana di Civitella: «In questo caso potremmo saltare la fase delle Sae (Le casette, ndr) e pensare ad un’eventuale ricostruzione delle case in un posto più sicuro, ovviamente sentita la popolazione. Se sia invece inseriti nella serie di interventi sul terremoto ci saranno le tempistiche dell’ufficio ricostruzione, che ha a che fare con un gran numero di sfollati e quindi si dovrà pensare in maniera serrata alle sistemazioni abitative d’emergenza». Infatti nel territorio di Civitella, fra terremoto e frane le persone senza casa sono circa 500 (114 per la frana di Ponzano). Dipende tutto, dunque, dal provvedimento adottato dal governo «Ci battiamo perchè Ponzano abbiamo uno status diverso, superiore, dal punto di vista legislativo», sottolinea Marcellini, «ci vuole una procedura amministrativa ben precisa».

CASTELNUOVO. All’incontro con la Protezione civile, ovviamente era rappresentata anche Campli. Il sindaco Pietro Quaresimale informa che l'amministrazione comunale ha già provveduto a inoltrare il progetto del primo lotto relativo alla messa in sicurezza della zona di Castelnuovo al Cor Abruzzo. Una frana che in queste ultime ore ha avuto un aggravamento.

«La notizia dell'arrivo a Campli del Capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio è stata accolta da me e dall'intera amministrazione farnese con sollievo. La sua presenza risulterà determinante per comprendere e affrontare le emergenze che hanno investito l'intero territorio comunale». Il sindaco di Campli, è consapevole che solo con l'apporto degli enti sovraordinati si riuscirà a programmare e soprattutto a finanziare gli interventi di messa in sicurezza.

CERMIGNANO. Crollate le due case adiacenti la strada statale 81, a Cermignano, proprio nel tratto chiuso l’altroieri al transito dall'Anas per il pericolo crollo. «Si tratta di due abitazioni che insistono sulla statale 81, in un tratto che attraversa il paese, sgomberate già nel 2015 per via dei danni subiti a causa del dissesto idrogeologico», aveva spiegato il sindaco Santino Di Valerio, «Abitazioni che erano lesionate». Il tratto di statale, quindi, al momento in cui scriviamo, rimane chiuso.

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