A Civitella sono tornate agibili nove case

Lentamente il borgo si rialza. Marcellini: «Le calamità non ci hanno piegato». Finora spesi 4,5 milioni per l’emergenza
CIVITELLA. Lentamente il centro storico di Civitella del Tronto sta tornando a vivere dopo il terremoto. Il Comune ha ridato l’agibilità a nove appartamenti utilizzando le cosiddette misure speditive ed evitando così ulteriori costi per il Cas (contributo di autonoma sistemazione), che nel territorio di Civitella interessa anche gli abitanti di Ponzano rimasti senza casa a causa della frana. Fino ad oggi, a Civitella, i costi per le misure di messa in sicurezza sono pari a un milione 320mila euro; 385mila euro sono stati usati per il soccorso di prima assistenza neve, mentre per le autonome sistemazioni il Comune di Civitella del Tronto, con fondi provenienti da Protezione civile e Stato, ha speso quasi due milioni e 100mila euro. A causa del sisma, sono stati sistemati provvisoriamente 108 nuclei familiari; per Ponzano invece i nuclei assistiti sono 25 (alcuni hanno trovato una sistemazione alternativa). La spesa mensile media è, alla fine della fiera, di 94mila euro per il sisma e di 18mila euro per le famiglie evacuate da Ponzano. La gestione emergenziale, ad oggi, è risultata essere nel complesso di quattro milioni e mezzo di euro.
«Una mole di lavoro importante per la parte amministrativa e politica e voglio ringraziare gli uffici comunali per la capacità gestionale che stanno dimostrando», commenta l’assessore al Comune di Civitella del Tronto Gabriele Marcellini, che si occupa direttamente di emergenza e ricostruzione, «la nostra è una realtà duramente provata ma le calamità non hanno piegato cittadini e amministratori, sindaco in primis, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Siamo stati in grado di ridare l’agibilità ad abitazioni dopo solo due mesi di pagamento del Cas».
Civitella del Tronto, nonostante sia demograficamente in discesa, ha proseguito nelle cancellazioni anagrafiche per irreperibilità. Agli sfollati, del resto, non conviene nemmeno il cambio di residenza perché perderebbero i diritti legati ai Cas. Ma a lasciare il territorio civitellese, anche dopo le calamità, molti non pensano proprio. I ponzanesi, poi, ne sono la testimonianza. Vogliono ricostruire la loro frazione in un terreno più sicuro e riprendere la normale vita quotidiana.
Molti stranieri stanno andando via, invece, perché tornano in patria oppure perché cambiano residenza per motivi diversi. Questo, ovviamente, contribuisce al calo demografico del comune civitellese, che va avanti da circa un ventennio ed è comune a tutto l’entroterra teramano.
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