A Collurania si studia la geologia di Marte
Progetto dell’osservatorio su fiumi e laghi dopo la scoperta dell’acqua salata sul pianeta rosso
TERAMO. L'osservatorio di Collurania studia la geologia di Marte. La prestigiosa istituzione teramana ospita un progetto, che va sotto la sigla Firb (Futuro in ricerca di base), promosso dal ministero dell'università e coordinato da Gaetano D'Achille per lo studio degli antichi fiumi, laghi e sedimenti fluvio-lacustri marziani.
L'annuncio arriva direttamente dall'osservatorio astronomico e segue di pochi giorni la rivelazione da parte della Nasa della presenza di acqua salata sul pianeta rosso. «Scopo del progetto», sottolinea l'istituto teramano, «è di capire se gli antichi delta fluviali marziani si formarono durante lunghi periodi di clementi condizioni climatiche globali o episodici optima climatici prodotti da fattori regionali, quali ad esempio impatti meteoritici (crateri), attività vulcanica e/o tettonica, o come risultato di attività idrotermale». Sciogliere questi dubbi è fondamentale «per l’interpretazione dei depositi deltizi dal punto di vista paleoclimatico e, quindi, per determinare se e quando il pianeta abbia avuto condizioni favorevoli per la presenza della vita durante la sua storia». La comunità scientifica infatti riconosce ormai unanimente che tre miliardi di anni fa su Marte c'erano fiumi, laghi e forse un oceano, ma restano perplessità sulla durata e sul "motore" dell'attività geologica sul pianeta. Per rispondere alle domande ancora aperte i ricercatori dell’istituto teramano hanno adattato modelli matematici sviluppati dall’università del Colorado e usati per studi analoghi sulla Terra. «Approfondire lo studio degli antichi depositi fluviali marziani è importantissimo per la ricerca di base di Marte e per la futura esplorazione spaziale», spiega l'istituto, secondo cui quest'attività è fondamentale per la ricerca della vita sul pianeta. (g.d.m.)
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