A processo per gli abusi sessuali

L’uomo è accusato dal figlio 16enne della sua ex convivente
TERAMO. Rito abbreviato, e quindi sconto di un terzo della pena in caso di condanna, per l’uomo accusato di abusi sessuali sul figlio 16enne della ex compagna. Udienza ad aprile. Il rito è stato chiesto dopo che nell’ultima udienza il gup Roberto Veneziano nella scorsa udienza ha rigettato la richiesta di patteggiamento definendo non congrua la pena a 2 anni per il 35enne accusato di abusi sessuali sul figlio 16enne della ex compagna. Il ragazzo e la mamma, la prima a denunciare i fatti, si sono costituiti parte civile rappresentati dall’avvocato Libera D’Amelio. Oltre che di violenza sessuale, l’uomo è accusato di violenza privata per aver intimato al ragazzino di non raccontare a nessuno quanto successo «altrimenti», così si legge in un messaggio Whatsapp agli atti dell’inchiesta, «le nostre vite sarebbero state rovinate». L’uomo attualmente è detenuto nel carcere di Novara, città dove all’epoca venne fermato mentre era in visita ad alcuni parenti. Una ricostruzione, quella che emerge sia dall’ordinanza di misura cautelare in cui gli abusi sarebbero avvenuti nelle ore notturne e quando la mamma del ragazzino non c’era. Con tanto di messaggi su Whatsapp che nell’ordinanza vengono definiti «dal contenuto sessualmente esplicito» con i quali lo invitava ripetutamente ad incontrarsi con lui. A far scattare le indagini la denuncia della mamma del minorenne, all’epoca convivente dell’uomo, che ha intuito nell’atteggiamento del figlio qualcosa che l’ha insospettita. Fino al racconto del ragazzo sui fatti che sarebbero avvenuti nell’ottobre scorso. (d.p.)

