A processo per i test antidroga falsati
Infermiere a giudizio per avere scambiato le provette dietro pagamento. L’automobilista indagato chiede di patteggiare
TERAMO. Sarà un processo ad accertare la verità. Almeno quella giudiziaria. Così ha deciso il gup Roberto Veneziano al termine dell’udienza preliminare su un presunto giro di scambi di provette per i test antidroga al pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova. Il giudice ha rinviato a giudizio Ludovico Domenico Delle Vergini, infermiere all’epoca dei fatti in servizio a Giulianova e sospeso dalla Asl dopo il fatto. L’altro indagato, l’automobilista P.T. (da cui all’epoca scattò l’indagine durante un controllo antidroga), ha chiesto di patteggiare e per lui l’udienza è stata aggiornata a giugno visto che in quella di ieri il gup non ha ritenuto congrua la pena di un anno e sei mesi.
L’accusa contestata ad entrambi è corruzione con l'infermiere che deve rispondere anche dei reati di favoreggiamento e tentato falso indotto. Nei confronti dei due a novembre scorso erano stati emessi due obblighi di dimora nel comune di residenza. Secondo l’accusa della Procura ( il titolare del fascicolo è il pm Davide Rosati) l’infermiere in cambio di soldi avrebbe scambiato o fatto sparire le provette di sangue di automobilisti drogati o ubriachi che così avrebbero evitato delle sanzioni.
L’indagine era nata dal fiuto investigativo degli agenti del distaccamento giuliese della polstrada di Giulianova (guidati da Antonello Giusti) insospettiti dal fatto che per numerosi tamponi salivari risultati positivi (di quelli usati nei controlli stradali per verificare l’uso di alcol o droga da parte degli automobilisti) il riscontro successivo fatto con il prelievo di sangue in ospedale fosse risultato sempre negativo. Un sospetto che aveva fatto scattare controlli e accertamenti. Quest’ultimi, fatti anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, nel tempo avrebbero consentito di verificare il meccanismo con cui, sempre secondo l’accusa della Procura, l’infermiere scambiasse dietro pagamento le provette dei test antidroga di automobilisti trovati positivi a stupefacenti e alcol. Le nuove disposizioni introdotte dal codice della strada, infatti, stabiliscono che, in presenza di un tampone salivare positivo, l’automobilista venga inviato in ospedale e qui sottoposto al prelievo di un campione di sangue per i successivi accertamenti.
Nel caso di Giulianova le indagini erano scattate quando ad un controllo stradale era stato fermato proprio l’automobilista finito nell’inchiesta. Il tampone salivare a cui era stato sottoposto era risultato positivo alla cocaina e così era scattata la trafila: il prelievo di sangue in ospedale. Ed è qui, secondo gli investigatori, che c’era stato lo scambio della provetta. Proprio da questo episodio gli agenti erano partiti per ricostruire nel dettaglio tutti i meccanismi. Fino alla conferma dei sospetti una volta fatte le intercettazioni ambientali. Accuse che ora dovranno essere provate nel corso del processo che si aprirà a settembre.
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