A rischio 249 opere pubbliche: «Il Governo ci toglie 88 milioni»

12 Febbraio 2024

D’Alberto lancia l’allarme sui dati dell’associazione costruttori per la modifica del Pnrr in provincia: «Comuni in difficoltà, molti interventi già partiti ma nessuna certezza sui finanziamenti alternativi»

TERAMO. A rischio 249 opere pubbliche per 88 milioni di euro. È l’effetto prodotto in provincia di Teramo dalla rimodulazione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. A calcolarlo è l’Ance, l’associazione dei costruttori edili, nel rapporto che ha consegnato alla segretaria nazionale del Pd Elly Schlein nel corso della sua visita in città. I dati offrono lo spunto a Gianguido D’Alberto, nella doppia veste di sindaco teramano e presidente regionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni, per sottolineare le conseguenze negative derivanti dalla misura adottata dal Governo.
LE OPERE A RISCHIO
Tra gli interventi per i quali è previsto il taglio dei finanziamenti ce ne sono alcuni già avviati a realizzazione come il recupero del teatro romano e la riqualificazione del castello Della Monica a Teramo, la sistemazione del lungomare a Martinsicuro e la pista ciclabile Silvi, ma anche interventi al centro di una complessa pianificazione come la bonifica dell’area dell’ex depuratore all’Annunziata e il recupero di piazza Dalla Chiesa. A questi si aggiungono interventi di varia entità per la messa in sicurezza del territorio da frane e per le manutenzioni stradali.
Comuni in difficoltà
«A parte vane rassicurazioni, dal Governo non è arrivata alcuna certezza sulle fonti di finanziamento alternative dove trovare le relative coperture», sottolinea D’Alberto, «e questo non è un particolare di poco conto perché trovare le risorse su altri canali di finanziamento vuol dire far uscire altre opere da quegli stessi canali, senza considerare che per ogni tipologia di finanziamento ci sono normative differenti anche per quanto riguarda l'iter dei lavori». Per D’Alberto il Governo è in affanno proprio su questo fronte e lo dimostra il rinvio della discussione sul decreto per la revisione del Pnrr. «In questi mesi abbiamo più volte chiesto un confronto, ma non siamo stati ascoltati», evidenzia il sindaco, «questa mancanza di rispetto per gli enti locali è intollerabile».
La richiesta degli enti
D’Alberto invoca un’inversione di rotta. «I Comuni devono vedersi restituire i fondi, devono essere messi in condizioni di spendere le risorse, devono avere certezze sui finanziamenti che andranno a sostituire quelli del Pnrr, rispetto ai quali hanno contratto obbligazioni giuridicamente rilevanti», tiene a precisare, «questo anche in considerazione del fatto che la totale incertezza su queste questioni, oltre a mettere in difficoltà gli enti nella predisposizione dei bilanci, rischia di ripercuotersi drammaticamente sulle aziende».
superare l’incertezza
In ogni caso, secondo il sindaco, va fatta chiarezza. «Trovo sconcertante che, nonostante i toni trionfalistici del Governo, nonostante siano passati mesi dall’approvazione del nuovo Pnrr, non sia possibile ancora avere contezza su nuove misure e importi», fa notare, «sulle opere definanziate, per un totale di circa 13 miliardi di euro, non vengono date risposte». A detta del primo cittadino si tratta di «un'assenza di certezze che rischia di avere ripercussioni gravissime sul futuro delle città, sui bilanci comunali e per le imprese che hanno programmato, realizzato e stanno realizzando i lavori, come evidenziato anche dalle associazioni dei costruttori e dai rappresentanti dei lavoratori. E questo nel totale silenzio del Governo che, nonostante gli interventi di ministri e del presidente Meloni su tutta una serie di finanziamenti, nulla ha detto sulle risorse tolte agli enti locali».
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