A rischio 46 posti alla Gpk e alla Itv Si tenta il salvataggio

20 Aprile 2015

Intense trattative per le due aziende in difficoltà che devono ridurre il personale: si spera nella cassa integrazione

TERAMO. In corso il salvataggio di 46 posti di lavoro. Avviene in due aziende, la Gpk di Villa Zaccheo e le Industrie tessili del Vomano di Cellino.Nel primo casi so è svolto nei giorni scorsi un incontro in Confindustria fra proprietà e Filctem Cgil. L'azienda aveva avviato una procedura di mobilità per 18 dipendenti su 30, per la soppressione di alcuni reparti. È stato raggiunto un accordo su procedura per 15 esuberi, ma non subito. Infatti è stato chiesto un incontro alla Provincia per chiedere la concessione di un anno di cassa integrazione straordinaria, possibile visto che si tratta della soppressione di alcuni reparti.

Nel corso dell’anno i lavoratori che dichiareranno la non opposizione alla mobilità, andranno via. Se non ci sono volontari, alla fine dell’anno saranno individuati secondo i criteri di legge. Chi non si oppone avrà almeno 15mila euro lordi di incentivo. La produzione continuerà e mano a mano che i reparti saranno soppressi, i lavoratori ruoteranno in cassa integrazione, tranne alcune figure per cui è impossibile la rotazione.

«Si cercano dunque di evitare i danni», commenta Franco Di Ventura della Filcams Cgil, «ma quando l’ esubero è così corposo, è difficile ridurre il danno. La Gpk intende sopprimere entro l’estate il reparto confezionamento e saldatura; plastificazione, rifilatura, fustellatura e taglio cartone (comprensivo del manutentore). A questi si aggiungono la sopresssione di un posto da impiegato amministrativo e altri sparsi. L'azienda dice che c’è una grossa concorrenza dall'Est Europa, Cina e Turchia. A questo si aggiunge che sono stati fatti investimenti anni fa senza risultati. Ora ci sono macchine superate e in numero limitato: quindi non si riesce ad essere competitivi, pur facendo un prodotto di alta qualità. Per quanto l’alta professionalità dei lavoratori mandi avanti lee macchine, queste sono vecchie e non competitive». Alla fine di tutta questa operazione la Gpkmanterrà un presidio su un determinato tipo di prodtto su cui riesce ad essere competitivi: la stampa offset. «Purtroppo nonostante la professionalità e l'impegno di questi lavoratori un'altra azienda di fatto scompare, rimane un presidio, ma rispetto a quella che era la Gpk conosciuta nel mondo, perdiamo posti di lavoro. Il territorio si impoverisce e si disperdono delle professionalità con problemi per le famigliedei lavoratori, visto che qui non si rivede alcuna ripresa», conclude Di Ventura.

Situazione diversa all'Itv di Cellino, azienda in concordato preventivo. Nel piano concordatario è prevista la chiusura a giugno dello stabilimento di Pinzano al Tagliamento (in provincia di Pordenone) e la riduzione del numero di lavoratori in quello di Cellino. Entro giugno è previsto dunque il licenziamento di 31 dipendenti, su circa 130 e su questo la trattativa con i sindacati sulla procedura di mobilità si è chiusa con un mancato accordo. Nei giorni scorsi si è svolto un incontro al ministero in cui i sindacati – Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilttec Uil – hanno provato a programmare una cassa integrazione per altri 6 mesi, in modo da allontanare il più possibile i licenziamenti nel tempo. Il problema è che non si sa se è possibile per i dipendenti di Pordenone, visto che lo stabilimento sarà chiuso. Ma per quelli di Cellino è possibile.

«Nei sei mesi, se si riuscisse ad ottenere la Cigs», spiega Giovanni Timoteo, segretario della Filctem Cgil, «si verificherebbe che succede nel mercato, se ci sono cenni di ripresa: sarebbe significativo evitare i licenziamenti adesso per capire qual è l'evoluzione della situazione. Al ministero e nelle intenzioni dell’azienda e dei commissari c’è qualche dubbio sulla Cigs, perchè c'è la situazione di Pinzano, che è oggettivamente diversa dallo stabilimento di Cellino. Ma per ottenerla ci vuole l’autorizzazione giudice e organi della procedura». Se l’operazione andrà in posto si saprà il 22 aprile, nel prossimo incontro al ministero.

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