A rischio la manutenzione degli ospedali

26 Aprile 2019

La Fiom Cgil: «Gli operai della Modus ricevono lo stipendio con due mesi di ritardo e la Asl tace» 

TERAMO. La Modus, la società che ha in appalto la manutenzione edile, elettrica ed idraulica della Asl negli ospedali di Teramo, Giulianova ed Atri ed in tutte le altre sedi della provincia (ambulatori, strutture sanitarie ed uffici), pagherà gli stipendi di febbraio non prima del 3 maggio. «Un ritardo di quasi due mesi che rappresenta ormai una preoccupante consuetudine, con i lavoratori che ogni mese non possono contare su una data certa di pagamento delle retribuzioni», osserva Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «una situazione diventata insostenibile per la ventina di lavoratori, impiegati direttamente da Modus, che subiscono gli effetti di esternalizzazioni concepite solo per far cassa sulla pelle dei lavoratori stessi ed a discapito del servizio sanitario. Ai 20 dipendenti, poi, se ne aggiungono altri 34 impiegati nell’appalto ma assunti, per conto di Modus, da un’agenzia interinale con un contratto di staff leasing. Ovviamente, in prospettiva, se la Modus non dovesse riuscire a superare il momento di difficoltà, anche per loro potranno esserci problemi».
Il sindacalista fa notare che la tensione generata da tale situazione rischia «di abbassare, e di molto, gli standard di funzionalità ed efficienza degli impianti che devono necessariamente funzionare alla perfezione (basti pensare alla delicatezza della rete elettrica a cui sono collegati anche macchinari salvavita o alle caldaie che forniscono acqua calda), con inevitabili ripercussioni sul servizio offerto ai pazienti». Eppure, fa notare D’Ignazio la Asl di Teramo non interviene in alcun modo. «Chi, se non la Asl, deve preoccuparsi di far rispettare i tempi di pagamento degli stipendi e la corretta gestione degli appalti da parte delle aziende appaltatrici?Non possiamo pensare che la Asl non si sia preoccupata di approfondire le indiscrezioni di stampa, immediatamente smentite dall’azienda, ma che comunque davano Modus in procinto di attivare una procedura concorsuale. Cosa accadrebbe, qualora questa malaugurata ipotesi dovesse concretizzarsi, ai lavoratori attualmente in carico all’agenzia interinale? Si sta forse correndo il rischio di lasciare le più importanti strutture della sanità teramana senza la maggior parte di elettricisti, idraulici ed operai edili attualmente in servizio?». La Fiom Cgil spera che l’atteggiamento della Asl cambi e che «finalmente ci si faccia carico del problema partendo dalla convocazione di un incontro tra le parti interessate per evitare che si arrivi, tutti, troppo tardi». (a.f.)