A Teramo consegnati mille buoni spesa

Sospeso da ieri il servizio whatsapp, ma continua la presentazione delle domande in Comune
TERAMO. Il Comune di Teramo, attraverso il settore del Sociale, sta concludendo l'iter per la distribuzione dei buoni spesa legati all'emergenza Covid. Ad oggi, sono stati raggiunti più di mille nuclei familiari, che hanno di conseguenza beneficiato del contributo.
In una nota l’assessore Ilaria De Sanctis rimarca che questi numeri sono stati ottenuti anche in virtù di un fruttuoso snellimento della modalità con cui le domande sono state recepite. Tra queste il ricorso a whatsapp che da ieri è stato sospeso. Restano comunque in vigore le altre modalità che prevedono che la domanda possa essere indirizzata alla Pec del Comune: affarigenerali@comune.teramo.pecpa.it oppure consegnata a mano presso l’Ufficio protocollo che ha due sportelli, uno in via della Banca e uno al Parco della Scienza aperti tutti i giorni dalle 9 alle 13.30 e di martedì e giovedì anche dalle 15.00 alle 17.30. Dal sito del Comune è possibile scaricare la modulistica ed ottenere tutte le informazioni.
E in una nota il deputato Antonio Zennaro, ex M5s e attuale Gruppo misto, torna a chiedere interventi per la liquidità. «Il dl liquidità ha mostrato dei limiti che a mio parere sono in parte superabili con i giusti correttivi da apportare nel decreto in discussione in Commissione Finanze e per questo ho lavorato su più di venti emendamenti», scrive, «in Abruzzo il problema liquidità è trasversale a tutti i settori e si intreccia con quello di un sistema bancario debole. Il fatto che i grandi gruppi bancari abbiano le sedi principali esclusivamente al nord non favorisce di certo le nostre imprese, il cui rischio default è quattro volte maggiore, è chiaro che occorre un intervento dello stato per rilanciare gli strumenti che sono già in atto per tutelare quel tessuto economico che altrimenti rischia di avere un rubinetto senz’acqua».
Secondo Zennaro «il primo punto riguarda il tema della garanzia statale al 100% che va innalzata ad un importo superiore, la mia proposta è di arrivare fino a 800mila euro per andare incontro anche alla piccola e media impresa, 25mila è una somma che va bene per una micro impresa o per i professionisti, non certo per un’azienda più strutturata. Secondo punto quello della durata dei finanziamenti che va assolutamente allungata, portando la restituzione delle somme da sei anni, di cui due sono di pre ammortamento, fino a quindici anni, ciò significherebbe rate più basse e maggiore sicurezza che l’imprenditore possa far fronte al pagamento del debito. Terzo punto il tasso dei prestiti, che arriva in alcuni casi anche al 4/5%». Il deputato chiede che «il ministero deve definire un tasso per legge e deve rimanere quello per tutte le banche, nessuna sorpresa per gli imprenditori. Ultimo aspetto riguarda l’estensione delle misure per il sostegno della liquidità anche alle imprese che si trovano in sofferenza bancaria prima dell’emergenza Covid-19, in modo da evitarne il fallimento. La garanzia deve valere anche per chi in passato ha avuto qualche problema con la centrale rischi, come piccoli commercianti, artigiani, liberi professionisti, tutti devono avere la possibilità di poter accedere a questo sistema temporaneo di aiuto». Zennaro conclude annunciando di aver ripresentato «l’emendamento sulle banche di credito cooperativo che interessa fortemente il nostro territorio e questo per alleggerire gli istituti cooperativi dai controlli di Francoforte e fare riferimento solo alla Banca d’Italia».
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