A Teramo si tornerà in aula a scaglioni

28 Gennaio 2017

Brucchi: «Per ora saranno riutilizzati gli edifici “A”». Alcuni studenti si trasferiscono sulla costa

TERAMO. Riapertura a scaglioni per le scuole cittadine. E' questa la soluzione al vaglio del Comune per far ripartire anche solo in parte l'attività didattica dopo l'ennesima sospensione seguita ai terremoti di mercoledì scorso. Per il momento il bilancio dei danni rilevati dai tecnici della Protezione civile nazionale impegnati nei controlli è fermo all'inagibilità totale dell'elementare Risorgimento, classificata E, a quella parziale della De Jacobis, indicata di categoria C, e a lesioni non gravi in altri cinque edifici che sono stati catalogati come B. Il resto delle strutture verificate sono state dichiarate agibili, ma l'operazione non è stata ancora completata. Il sindaco Maurizio Brucchi aspetta per oggi l'esito definitivo dei controlli e la relazione che accerterà nei dettagli lo stato delle scuole cittadine. Una volta esaminato il documento, il primo cittadino adotterà i provvedimenti necessari. Di sicuro oggi prolungherà la sospensione delle lezioni per le giornate di lunedì e martedì e nel frattempo valuterà come riorganizzare le attività. «Le scuole prima o poi devono riaprire», sottolinea Brucchi, «ma bisognerà farlo avendo la maggiore sicurezza possibile per gli studenti». Il report della Protezione civile, dunque, sarà determinante per stabilire quali strutture potranno essere ancora utilizzate. Per questo l'amministrazione potrebbe ricorrere anche alla ripresa scaglionata delle attività, riaprendo gli edifici che saranno dichiarati sicuri. C'è da dirimere anche la questione relativa all'arrivo dei Musp, i moduli provvisori a uso scolastico, che il Comune di Teramo ha chiesto ufficialmente due giorni fa. Non è ancora certo che saranno messi a disposizione e in ogni caso potranno compensare solo il mancato utilizzo delle scuole con certificato d'inagibilità.

Nel frattempo, in città alcuni genitori che hanno figli alle superiori avrebbero chiesto ai dirigenti scolastici il nullaosta per trasferirli in scuole di uguale indirizzo con sede sulla costa. Un simile esodo potrebbe verificarsi anche in sede di iscrizione alle prime classi, il cui termine scade il 6 febbraio, anche se il Miur per le zone terremotate ha previsto nella domanda d’iscrizione la possibilità di scegliere più scuole e solo in un secondo momento decidere quella definitiva.(g.d.m.-d.v.)

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