«Abbiamo perso 300 opere d’arte»

26 Giugno 2018

Atri civica accusa il Comune di essersi lasciato sfuggire la donazione di Paglione

ATRI. L’opposizione attacca il Comune di Atri per aver essersi fatto sfuggire diverse opere d’arte da esporre nei propri musei. Il una nota il gruppo consiliare “Atri Civica”, capeggiato da Giammarco Marcone e Paolo Basilico evidenzia: «Il Comune di Atri si è fatto scappare dalle mani un’importantissima donazione che il mecenate Alfredo Paglione e sua moglie Teresa Olivares potevano lasciare alla nostra città. Paglione, innamorato di Atri, era cognato di Aligi Sassu, uno dei più importanti pittori-scultori italiani contemporanei. Ora più di 300 opere d’arte (acquerelli, acqueforti, serigrafie) di grandissimi pittori contemporanei come Goya, Vespignani Sassu, De Chirico, Picasso, per un valore stimato e certificato di oltre due milioni di euro, saranno a breve esposte nella sala che l’università di Chieti sta allestendo. Le opere potevano essere esposte nelle 11 sale al piano superiore del museo archeologico atriano, anche grazie al nulla osta della sovrintendenza regionale, ciò avrebbe rappresentato per la nostra città la vera svolta in qualità culturale. Atri, con un suo museo permanente di arte contemporanea unico nel suo genere, poteva diventare la città culturale più importante del centro-sud, oltre alla possibilità, grazie ad Alfredo Paglione, di sviluppare con altri Comuni e galleristi mostre itineranti con sviluppo turistico e scolastico. Purtroppo questa opportunità non è stata colta, probabilmente perché “altri” nel passato avevano già avviato trattative, così senza permettere alla nostra città una crescita culturale». Il gruppo di Atri Civica lancia quindi un appello: «A voi amministratori chiediamo di riprendere in mano tale progetto con il diretto interessato, e la possibilità di riaprire un serio dialogo, ricordando che Paglione ama ancora follemente Atri. Elogiamo comunque la lungimiranza degli amministratori abruzzesi che si stanno prodigando a ricevere tali opere di una famiglia lungimirante e amante della sua terra nativa, l’Abruzzo!».
Domenico Forcella
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