Abbonamenti pirata alle tv, 4 indagati

17 Luglio 2020

Sono i teramani finiti nell’inchiesta della Procura che ha portato al sequestro di un sito internet e di 11 carte Postepay 

TERAMO. Abbonamenti pirata per vedere le tv a pagamento. È una complessa ricostruzione di contatti da Teramo a Venezia quella che ha portato al sequestro di un sito internet per la visione illegale di tv a pagamento e di 11 carte Poste pay per l’illecita diffusione di servizi televisivi criptati tramite internet. Quattro gli indagati teramani risultati possessori delle carte Poste pay e i cui nomi sono finiti nel fascicolo giudiziario.
L’inchiesta del pm Enrica Medori – che ha chiesto ed ottenuto il sequestro dal gip Roberto Veneziano– è uno degli stralci aperti in Italia nell’ambito delle indagini avviate all’inizio del 2019 dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Finanza di Venezia. Accertamenti che, seguito del monitoraggio di vari canali web, hanno scoperto un sito internet che, dopo la registrazione e il contestuale versamento di una somma di denaro su apposite carte Postepay, avrebbe consentito a svariati utenti di avere indebitamente abbonamenti alle principali Tv e piattaforme a pagamento per la visione di circa 5omila contenuti di intrattenimento multimediale di vario tipi: dallo sport al cinema, dalle serie Tv ai documenti. Abbonamenti pirata, dunque, per Sky, Dazn, Mediaset, Infinity e Spotify.
Ieri, contestualmente al sequestro del sito presso un provider di Milano, sono scattate perquisizioni in 32 province italiane nei confronti di 71 persone coinvolte nel traffico e di due ricevitorie presso cui sarebbero state effettuate le ricariche delle carte di pagamento. Gli accertamenti portati avanti in questi mesi hanno permesso di accertare il presunto sistema di frode articolato su tre livelli. Il primo costituito da 22 persone che dopo aver decriptato il segnale illecitamente acquisito dalle principali piattaforme televisione a pagamento lo hanno diffuso nella rete attraverso un sito internet. Il secondo livello, secondo investigatori e inquirenti, è quello formato da 48 rivenditori incaricati di ritrasmettere in modalità streaming i contenuti alla platea di clienti. Infine il terzo composto da oltre 65mila clienti finali che hanno visionato in chiaro tutti i contenuti multimediali dei canali televisivi illecitamente offerti dopo essersi registrati al sito e versato 10 euro al mese sui apposite carte Poste Pay segnalate dall’organizzazione direttamente sull’account del cliente.
Dalle indagini è emerso che le carte a pagamento erano gestite da 11 persone che, almeno una volta al mese, provvedevano alla loro sostituzione per rendere più difficoltosa l’individuazione del titolare. In un anno l’ammontare complessivo delle somme accreditate dai clienti sulle carte a pagamento è stato un milione. Soldi che sarebbero stati trasferiti su un conto corrente lituano.
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