Abolita la commissione edilizia del Comune
Sindaco e assessore: «Ce l’ha suggerito l’ufficio tecnico». L’opposizione vota contro
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Lunedì sera, durante il consiglio comunale, il sindaco Annunzio Amatucci ha spiegato che dopo un incontro con l'ufficio tecnico è stato deciso di abolire la commissione edilizia comunale. L'assessore Sirio Talvacchia ha precisato: «Tutti i Comuni limitrofi hanno rinunciato alla commissione edilizia, e anche noi ci siamo adeguati poiché anche l'ufficio tecnico ci ha indicato tale strada da prendere». I capigruppo di minoranza Luigino Medori e Alessandro Forlini hanno dichiarato che la commissione edilizia comunale è uno strumento di garanzia per tutti, asserendo che i tecnici nulla c'entrano a tal riguardo, ma bisognava ascoltare i cittadini; pertanto, secondo loro, ancora una volta la maggioranza non ha le idee chiare. L'opposizione ha votato contro.
Sull'interrogazione presentata dal consigliere Medori al delegato alla sicurezza Giuseppe Meco sul borgo di Faraone è intervenuta la nuova segretaria Pina Capasso, chiarendo che giuridicamente solo il sindaco e gli assessori possono intervenire sulla questione. Sul tema Amatucci ha precisato: «A fine agosto abbiamo organizzato nel borgo di Faraone una manifestazione dove erano presenti Protezione civile, Croce bianca e non solo, e tutto è filato liscio con circa un migliaio di presenti che si sono divertiti in quel posto bello ma fermo da tanti anni».
Medori ha risposto: «Sarei stato felice se il delegato alla sicurezza Meco, che stimo molto, mi avesse spiegato le motivazioni di quella scelta sul borgo di Faraone. Invece ad Amatucci rispondo che quel posto è disabitato dal 1952 e la serata musicale di fine agosto non vi si poteva svolgere poiché non c'era la sicurezza, tutte quelle persone non ci potevano stare (la capienza massima è di 200 persone); di conseguenza è stato un abuso e siete stati super fortunati che nessuno si sia fatto male. Avete rischiato grosso mettendo a repentaglio l'incolumità pubblica. Siete irresponsabili e sin da ora vi assicuro che nel borgo non si farà più nulla: altro che, come sbandierate, lo farete ripartire».
Domenico Laurenzi

