Abruzzo civico e Pd attaccano il rimpasto: «Solo falsità»

16 Aprile 2019

ATRI. Dopo il rimpasto di giunta, in seguito alle dimissioni degli assessori Alessia Faiazza e Gabriele Astolfi, arrivano le critiche, durissime, del circolo locale del Pd che in una nota parla di...

ATRI. Dopo il rimpasto di giunta, in seguito alle dimissioni degli assessori Alessia Faiazza e Gabriele Astolfi, arrivano le critiche, durissime, del circolo locale del Pd che in una nota parla di «esempio eclatante di falsità politica». Dopo un attacco al vetriolo ai due assessori dimissionari, ai quali sono subentrati il consigliere Pierfrancesco Macera e il presidente del consiglio comunale Mimma Centorame, il Pd contesta l’assenza di qualsiasi segnale di discontinuità rispetto al passato. «Il rimpasto per il sindaco Ferretti poteva rappresentare un momento di verità e di liberazione da abbracci asfissianti», dichiara il Pd, «un deciso quanto opportuno segnale di discontinuità attraverso un comportamento più aperto e democratico rispetto al suo predecessore, magari proponendo alle stesse opposizioni la presidenza del consiglio». Un atto che per il Pd avrebbe rappresentato l’inizio di un nuovo percorso. « Sia ben chiaro, non rivendichiamo nulla», conclude il Pd, «non vogliamo nulla, solo rispetto, anzi stiamo valutando l’opportunità di dimetterci da tutte le commissioni ove siamo presenti data la impossibilità di dare un contributo».
Ad intervenire sul rimpasto anche il coordinatore cittadino di Abruzzo Civico Michele Capanna Piscè, per il quale «a poco meno di un anno dal suo insediamento, il rimpasto è senza dubbio il primo vero segnale dell’attività dell’amministrazione Ferretti». Per Capanna Piscè fino ad oggi l’amministrazione si sarebbe limitata a rincorrere le emergenze «molte delle quali conseguenza di superficiali gestioni le cui uniche responsabilità sono da ascrivere alla medesima compagine». Una situazione a fronte della quale il coordinatore locale di Abruzzo Civico invita l’amministrazione a prendere atto della situazione e lavorare per risolvere i problemi del territorio. «Non le sarà sfuggito, se così fosse lo ricordiamo, che circa 750 cittadini hanno presentato domanda per il reddito di cittadinanza», scrive Capanna Piscé in una nota, «determinando, di fatto, per Atri, la seconda posizione regionale in termini di numero di richieste. Numeri che non lasciano spazio a nessuna interpretazione, ma che aprono un interrogativo: “ La sfida continua” è forse una provocazione? Perché qui continuiamo solo a stare peggio».
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