Abusa della figlia per 5 anni, a processo

7 Ottobre 2016

Subisce violenza da 12 a 17 anni e accusa. «Mi diceva sempre: se parli, ti uccido». La denuncia in un consultorio

TERAMO. Se avesse raccontato qualcosa «le avrebbe tagliato la testa e l’avrebbe messa sul tavolo». E ancora: «Se scappi ti ritrovo anche nel buco di un topo».C’è voluta tutta la disperazione di una figlia abusata e minacciata dal padre per denunciare. Perchè dopo cinque anni di violenze, iniziate quando lei aveva poco più di 12 anni e proseguite fino a quando ne ha compiuti 17, la bambina diventata donna ha trovato il coraggio di telefonare al consultorio vicino casa per chiedere aiuto.

Ieri la vicenda avvenuta in un centro della Val Vibrata è approdata in un’aula di tribunale dove è iniziato il processo a carico dell’uomo che, all’epoca dei fatti aveva 45 anni, accusato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima e dal grado di parentela. I fatti contestati risalgono ad un periodo che va dal 2007 al 2014. Secondo l'accusa l'uomo, che impediva alla figlia di coltivare amicizie e qualsiasi contatto con l'esterno ad esclusione del lavoro in un bar, l'avrebbe costretta a subire abusi sessuali. Violenze commesse dietro minacce di morte, per impedire che la ragazzina potesse raccontare qualcosa di quanto le stava accadendo. Un clima di paura e abusi che la giovane ha spezzato solo nel 2014 quando non ce l'ha fatta più e ha deciso di chiamare il consultorio parlando con le assistenti sociali. A quel punto è scattata la denuncia ai carabinieri e l'avvio di un'attività di indagine (con il fascicolo aperto dal pm Irene Scordamaglia) che ha portato anche all'invio di una relazione al tribunale dei minori con la richiesta dell'allontanamento della giovane dalla famiglia. Allontanamento che è stato disposto e che ha visto la ragazza essere ospitata in una struttura protetta. Ieri nell’udienza davanti al collegio presieduto da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei) sono state ascoltate le assistenti sociali e i carabinieri che hanno svolto le indagini. L’imputato è difeso dall’avvocato Tiziano Rossoli. Si torna in aula a dicembre.(d.p.)

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