Accantonati 1,3 milioni per chiudere la Truentum

COLONNELLA. Il Comune di Colonnella mette a disposizione 1.330.000 euro per la procedura di concordato preventivo della Truentum, la società in house in liquidazione dal 2013. Il provvedimento è...
COLONNELLA. Il Comune di Colonnella mette a disposizione 1.330.000 euro per la procedura di concordato preventivo della Truentum, la società in house in liquidazione dal 2013. Il provvedimento è stato approvato nel consiglio comunale di mercoledì. Della somma 681.539 euro sono per la risoluzione anticipata del contratto di appalto per l’ampliamento del cimitero comunale, e 648.461 a titolo di ripianamento parziale delle perdite della Truentum. Fondata nel 2005, la società pubblica di trasformazione urbana ha realizzato opere e investimenti sul territorio che non hanno portato gli utili preventivati, arrivando ad accumulare debiti per 4 milioni. Dal 2013, con tre anni consecutivi di bilancio negativo, è stata messa in liquidazione obbligatoria dal Comune.
«Mercoledì sera», afferma il sindaco Pollastrelli, «il consiglio comunale ha provveduto a mettere a disposizione delle risorse economiche importanti al fine di ottenere dal tribunale di Teramo la chiusura della Truentum con la procedura concorsuale. Vogliamo scongiurare il fallimento della società con conseguenze negative per tutti i creditori interessati, banche e acquirenti degli appartamenti realizzati dalla società. Le somme impegnate dal Comune sono state accantonate negli anni e non andranno a gravare sui servizi per i cittadini». Tra le opere avviate dalla Truentum ci sono l’ampliamento del cimitero comunale, la realizzazione di 12 case, di cui solo sei vendute, cominciate a costruire nel 2006 e mai ultimate, la progettazione di impianto fotovoltaico mai concretizzato.
Sulle complesse vicende della società del Comune, interessate anche da un’indagine della guardia di finanza, da sempre è acceso il dibattito politico. L’ultimo scontro si è avuto mercoledì con la votazione in consiglio comunale. «Devo purtroppo segnalare», aggiunge Pollastrelli, «l’inadeguatezza e la negligenza del gruppo di minoranza che, dopo aver letto un documento privo di ogni fondamento, ha disconosciuto la realtà dei fatti ed ha abbandonato l’aula, lasciando alla sola maggioranza l’onere di approvare la delibera. L’abbandono dell’aula lo ritengo un atto vile nei confronti di tutta la cittadinanza che elegge i propri rappresentanti in seno al consiglio proprio per assumere o meno delle decisioni e non per disertare l’aula. Dopo tutte le vicissitudini di questi anni, speriamo nell’accoglimento dell’istanza presentata in tribunale, al fine di chiudere nel migliore dei modi un capitolo negativo per la storia del Comune».
Cinzia Rosati
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