Accesso alle banche dati No all’Unione dei Comuni
VAL VIBRATA. L’Unione di Comuni scrive ai dodici enti chiedendo la consultazione delle banche dati anagrafiche; poi ad un certo punto, nella missiva fa intendere di volerne l’acquisizione ed è a...
VAL VIBRATA. L’Unione di Comuni scrive ai dodici enti chiedendo la consultazione delle banche dati anagrafiche; poi ad un certo punto, nella missiva fa intendere di volerne l’acquisizione ed è a quel punto che i Comuni insorgono, negandola. Probabilmente nasce da un equivoco o da un’errata interpretazione della lettera dell’ufficio sociale della Città-territorio il rifiuto da parte dei responsabili dei servizi demografici comunali di cedere la banca dati.
Infatti, spiega un segretario comunale, le posizioni anagrafiche non sono cedibili. Non sono cioè di proprietà dei Comuni, né dei funzionari delegati dello stato civile e anagrafe, ma del ministero che delega gli enti alla gestione. Dunque, possono essere consultati ma non cedibili non potendo essere messi a disposizione di nessuno che non siano i Comuni stessi delegati. «Hanno dunque fatto bene gli ufficiali dello stato civile a rifiutarsi», ci dice il segretario comunale. Quanto alla consultazione, questa è, invece, procedura possibile per cui l’Unione di Comuni potrà ottenere le password necessarie ad entrare nel sistema informatico. I servizi sociali intercomunali, in realtà, avevano bisogno dei dati per incrociarli con le domande che giungono per ottenere sostegno economico. La rete informatizzata permette ora di incrociare (attingendo anche alle banche dati dell’Inps) le domande dei cittadini con i redditi Isee in possesso dell’Inps. Insomma, nessuna volontà da parte della Città-territorio di appropriarsi dei dati sensibili dei singoli cittadini dei dodici comuni. Ma la lettera ha generato un certo disappunto, alla quale i Comuni hanno risposto negando la possibilità di duplicare i dati sensibili dei vibratiani. (adp)
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