Accoltellamento nel parco Peggiora la posizione della coppia

Roseto, la contestazione di lesioni gravissime per i due potrebbe diventare tentato omicidio Il 38enne è ancora in Rianimazione, è in prognosi riservata e sedato dopo la lunga operazione
ROSETO. Potrebbe aggravarsi nelle prossime ore la posizione della coppia accusata dell’aggressione avvenuta domenica mattina al parco Patrizi. A.T., 38 anni, è stato colpito con una mazza da baseball e con un coltello. Pare che A.T. la sera prima avesse malmenato P.E.S. di 41 anni – la donna che l’indomani l’ha aspettato con il suo compagno, L.D.R., di 59 anni nel parco – per avere una fiala di Metadone.
Probabilmente è legato a questo fatto quanto accaduto domenica alle 11, quando fra i tre è scoppiata una violenta discussione, sempre legata al mondo della droga, durante la quale la donna ha inferto quattro coltellate ad A.T., colpendolo al tronco e a una gamba. L’uomo con la mazza gli ha dato un colpo in testa. I carabinieri, subito intervenuti, sono andati a casa della coppia in tempo per acquisire importanti prove: un paio di pantaloni da uomo con schizzi di sangue e una macchia di sangue sulla mano della donna. Ora bisognerà accertare se il sangue è di A.T. I due sono stati denunciati per lesioni gravissime ma questa imputazione nelle prossime ore potrebbe essere aggravata in tentato omicidio. A.T. è invece ricoverato in rianimazione, ancora sedato, dopo l’intervento eseguito domenica pomeriggio da tre equipe chirurgiche per la rimozione della milza e per le lesioni a un rene e a un polmone. La prognosi è riservata.
Nel merito della vicenda interviene anche il sindaco Sabatino Di Girolamo, che invita a non creare allarmismo. «Roseto è una città e, come tutte le città, ha questi problemi purtroppo», dice il sindaco, «attendo di capire dalle forze dell’ordine che proporzioni ha il fenomeno, ma non darei eccessiva importanza a un episodio sì gravissimo ma che, mi auguro, resti isolato. È chiaro che la città è rimasta colpita dal fatto». Sul luogo dell’accoltellamento, nel parco Patrizi di fronte il campo omonimo, c’è un muro che da un lato funge da fioriera, ma che dall’altro crea un punto “nascosto” favorendo attività illecite, tra le quali lo spaccio di droga. Negli ultimi anni diversi cittadini hanno richiesto, in via informale, l’installazione di telecamere di videosorveglianza. «È un parco dove negli anni è aumentata la frequentazione delle famiglie, vista anche l’installazione di molti giochi, di cui due dedicati ai disabili», aggiunge il sindaco, «e dunque, alla luce di questo episodio, il parco potrebbe rientrare, appena possibile, in un progetto più ampio di videosorveglianza, che stiamo portando avanti». Di Girolamo, comunque si fida delle forze dell’ordine. «Polizia e carabinieri, con il prezioso aiuto dei vigili urbani, dedicano molta attenzione a questo tema, che rappresenta un problema sociale», conclude il sindaco, «e confido nella loro opera per evitare che il fenomeno droga assuma contorni ulteriormente allarmanti».
(ha collaborato
Luca Venanzi)
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