Accorpate ortopedia e chirurgia

10 Luglio 2016

Sant’Omero, all’ospedale reparti ridotti per l’estate. Il sindaco Luzii: «Promesse non mantenute»

SANT’OMERO. Per l’ospedale di Sant’Omero promesse non mantenute. E’ contrariato il sindaco di Sant’Omero Andrea Luzii che aveva ricevuto da Regione e direzione generale Asl rassicurazione in merito al fatto che all’ospedale Val Vibrata non ci sarebbero stati accorpamenti. Invece, i reparti di ortopedia e chirurgia dell’ospedale Val Vibrata sono stati accorpati «con i conseguenti disagi provocati ai cittadini» tuona Luzii. «Il 25 maggio nel nostro presidio ospedaliero si era tenuta un'assemblea organizzata dall'assessore regionale Dino Pepe, per la problematica riguardante l'ospedale Val Vibrata, presenti il direttore generale Asl, Roberto Fagnano e il direttore amministrativo Maurizio Di Giosia con dirigenti sanitari e altro personale di varie qualifiche», dice Luzii, «in tale occasione i direttori, in vista delle ferie estive e con la carenza cronica del personale sanitario avevano espresso la difficoltà dell'ente ad erogare prestazioni senza creare disagio all'utenza. In particolare erano in attesa che la Regione autorizzasse la proroga dei contratti a tempo determinato di varie figure. Se fossero stati prorogati i contratti a tempo determinato l'ospedale di Sant'Omero non avrebbe avuto problemi di accorpamento di reparti. Tuttavia, pur in presenza della proroga, come ogni anno, da qualche tempo, anche nel 2016, si è avuto l'accorpamento di chirurgia con ortopedia smentendo l'assicurazione fornitaci poco più di un mese fa».

Per il primo cittadino, dunque, esistono due realtà. «Esiste quella rassicurante che ci viene trasmessa dal vertice Asl e quella reale, fatta di tagli progressivi e di una devastante e continua spoliazione del nostro ospedale e, più in generale degli ospedali di Giulianova ed Atri a cui va la nostra solidarietà», dice il sindaco, «non da oggi abbiamo sostenuto che le strutture possono morire perché la Regione decide di sopprimerle e questo non è il nostro caso in quanto il piano di riordino della sanità ha preservato le caratteristiche del nostro ospedale, ma possono morire anche per cattiva organizzazione, un'organizzazione che non tiene in alcun conto dei numeri e delle esigenze della popolazione». Secondo l’amministratore, che è anche componente del comitato ristretto dei sindaci e delegato alla sanità per l’Unione di Comuni, vengono soppressi posti letto con accorpamenti, in territori in cui, in estate, vi è un notevole incremento di popolazione per turismo. «Francamente non riusciamo a capire quale logica ci sia dietro tali decisioni», conclude, «esprimo il mio più profondo rammarico per questo modo di amministrare che non ci piace, che è carente di un vero e proprio confronto».

Alex De Palo

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