Accusate di assenteismo alla Asl I soldi restano sotto sequestro

Respinto il ricorso del medico e dell’assistente sociale accusate di aver lasciato il posto di lavoro E il Riesame dell’Aquila ha detto no anche alla revoca del provvedimento di sospensione per le due
TERAMO. Il tribunale del Riesame conferma il sequestro delle somme di denaro alle due dipendenti Asl accusate di assenteismo e respinge il ricorso. In attesa che la Procura chiuda il fascicolo delle indagini preliminari, è un altro passaggio a scandire il caso. È quello del tribunale del Riesame teramano (collegio presieduto dal giudice Domenico Canosa) competente per le misure patrimoniale che ha confermato il sequestro preventivo delle somme disposte dal gip Lorenzo Prudenzano su richiesta del pm Davide Rosati. Si tratta, complessivamente, di circa 5mila euro.
Il provvedimento del Riesame teramano è stato emesso prima di quello del tribunale del Riesame dell’Aquila (competente per le misure personali) a cui il medico e l’assistente sociale hanno fatto ricorso contro la sospensione disposta sempre dal gip. Anche in questo caso il ricorso è stato respinto. Il medico Lorella Prosciutti, 61 anni, e l’assistente sociale Liliana Di Nicola, 63 anni, in servizio nella Rsa psicogeriatrica di Casalena, sono accusate di truffa e false attestazioni. Secondo l’autorità giudiziaria in più occasioni si sarebbero assentate dal posto di lavoro per fare acquisti e spese varie timbrando il cartellino l’una al posto dell’altra facendo così risultare sempre la presenza sul posto di lavoro anche quando in realtà non sarebbe stato così. Accuse che le due indagate, entrambe assistite dall’avvocato Gennaro Cozzolino, respingono con forza sostenendo di aver sempre rispettato le regole e di essersi assentate, laddove questo è contestato, solo per venire incontro alle esigenze dei pazienti in un particolare momento come quello della pandemia. Secondo l’autorità giudiziaria le due si sarebbero assentate dal posto di lavoro per fare acquisti, secondo la difesa delle indagate entrambe sarebbero uscite solamente per fare acquisti necessari agli anziani ospiti della struttura proprio in considerazione delle restrizioni legate al Covid e in molti casi di averlo fatto anche su delega dei familiari degli stessi pazienti che per il Covid non potevano visitarli. «Si desumeva», si legge nell’ordinanza di Prudenzano, «che la Prosciutti era stata assente dal luogo di lavoro ingiustificatamente, nel periodo di osservazione, per complessive 81 ore, ciò che comportava l’indebita percezione di complessivi 3.972,24 euro. Si desumeva che la Di Nicola era stata assente dal luogo di lavoro ingiustificatamente, nel periodo di osservazione, per complessive 55 ore e 6 minuti, ciò che comportava l’indebita percezione di complessivi 1.073,05 euro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

