Accusate di assenteismo Restano sospese dal lavoro

15 Giugno 2021

Il tribunale del Riesame respinge il ricorso delle due dipendenti della Asl  Medico e assistente sociale indagate per aver lasciato il lavoro per fare acquisti 

TERAMO. È un altro passaggio di natura giuridica a scandire il caso delle due dipendenti della Asl di Teramo sospese dal servizio con l’accusa di essersi assentate dal posto di lavoro. Il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso del medico e dell’assistente sociale contro il provvedimento di sospensione dal lavoro per tre mesi disposto dal gip.
Il medico Lorella Prosciutti, 61 anni, e l’assistente sociale Liliana Di Nicola, 63 anni, in servizio nella Rsa psicogeriatrica di Casalena, sono accusate di truffa e false attestazioni. Secondo l’autorità giudiziaria in più occasioni si sarebbero assentate dal posto di lavoro per fare acquisti e spese varie timbrando il cartellino l’una al posto dell’altra facendo così risultare sempre la presenza sul posto di lavoro anche quando in realtà non sarebbe stato così. Accuse che le due indagate, entrambe assistite dall’avvocato Gennaro Cozzolino, respingono con forza sostenendo di aver sempre rispettato le regole e di essersi assentate, laddove questo è contestato, solo per venire incontro alle esigenze dei pazienti in un particolare momento come quello della pandemia. Secondo l’autorità giudiziaria le due si sarebbero assentate dal posto di lavoro per fare acquisti, secondo la difesa delle indagate entrambe sarebbero uscite solamente per fare acquisti necessari agli anziani ospiti della struttura proprio in considerazione delle restrizioni legate al Covid e in molti casi di averlo fatto anche su delega dei familiari degli stessi pazienti che per il Covid non potevano visitarli. La Procura (il pm Davide Rosati è il titolare del fascicolo) aveva contestato anche la falsità ideologica che il giudice firmatario dell’ordinanza di sospensione (il gip Lorenzo Prudenzano) non ha ravvisato. Le indagini, portate avanti dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale dell’Arma su delega dell’autorità giudiziaria, hanno riguardato un periodo compreso tra gennaio e febbraio di quest’anno.
Un arco di tempo in cui i militari hanno operato con l’installazione di un sistema di videocamere nei locali dell’azienda sanitaria in cui le due lavorano e di impianti Gps nelle vetture di entrambe. Gli atti sono stati portati a conoscenza dell’azienda sanitaria per eventuali provvedimenti disciplinari. Le due hanno fatto ricorso anche contro la misura patrimoniale del sequestro dei soldi su cui si deve pronunciare il tribunale teramano competente in questo caso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA