Accusato di non pagare gli alimenti, assolto

Il fatto non sussiste per un papà teramano portato in tribunale dalla ex moglie per l’assegno ai figli
TERAMO. L’argomento, nei giorni delle tante proteste di piazza contro il disegno di legge Pillon, è sicuramente di grande attualità.
Soprattutto perchè nelle aule di tribunale i processi per questo genere di reati sono sempre più frequenti. Anche in questo caso a finire sotto accusa era stato un padre, un 50enne teramano, imputato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. Al termine dell’istruttoria il giudice onorario di tribunale Belinda Pignotti lo ha assolto perchè il fatto non sussiste.
L’uomo, si legge nel capo d’imputazione, «omettendo di versare alla ex moglie gli assegni alimentari che le erano dovuti quale addizionale al contributo per il mantenimento della figlia minore in forza del provvedimento emesso dal tribunale si sottraeva agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà di genitore facendo mancare alla figlia minore i mezzi di sussistenza».
Di diverso avviso la difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Tomasso Navarra, secondo cui il papà non si è mai sottratto all’obbligo disposto dal tribunale in sede di separazione tra coniugi ma, in questo caso, sarebbe stata la ex moglie e ammamma a non seguire la corretta procedura con la presentazione del modulo necessario all’istituto di previdenza competente. A supporto di questa linea difensiva in aula sono stati citati anche funzionari dell’istituto per esporre proprio le corrette procedure da seguire in questo caso.
Per capire come e in che modo le motivazioni sostenute dalla difesa siano state accolte dal giudice bisognerà attendere le motivazioni preannunciate tra trenta giorni. Il dispositivo di sentenza, per ora, stabilisce l’assoluzione perchè il fatto non sussiste, ovvero la formula più ampia.
Così commenta il difensore Tommaso Navarra: «Purtroppo la disgregazione del quadro familiare determina sempre e in misura crescente un inutile contenzioso anche in sede penale. Il caso in esame rappresenta un esempio tipico di un inutile spirito di rivalsa in danno del proprio coniuge all’esito della separazione».(d.p.)
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