Accuse false a un sacerdote 65enne rinviato a giudizio

26 Febbraio 2019

L’uomo deve rispondere di calunnia dopo avere denunciato il religioso per lo stesso reato: tutto nasce da alcuni assegni che sarebbero stati falsificati 

VAL VIBRATA. Rinviato a giudizio per calunnia nei confronti di un sacerdote. Un uomo di 65 anni, residente nell’entroterra vibratiano, sarà processato, così come ha disposto il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Teramo Domenico Canosa, per le accuse, ritenute false, nei confronti del prete – anche lui residente in val Vibrata – che a sua volta lo aveva denunciato. Un vicenda controversa che trae origine da alcuni assegni emessi negli anni scorsi dal prete a favore del 65enne e che questi avrebbe modificato nell’importo per incassare di più. Sul caso specifico degli assegni si procede separatamente, nel senso che ci sono in corso altre inchieste, ma è proprio da questo che è nata la querelle giudiziaria fra i due.
In particolare da un assegno di 1500 euro che il 65enne avrebbe ritoccato a penna facendolo diventare di 4500. Lo avrebbe fatto con una certa accuratezza, ma non abbastanza da ingannare il perito grafologo che ne aveva dichiarato la falsità. Ma l’uomo ne avrebbe taroccati anche degli altri, ricevuti dal sacerdote a titolo di prestito perché aveva chiesto più volte al religioso di avere un aiuto a causa delle sue condizioni economiche e di salute. A mettere in allarme il sacerdote era stata la stessa banca dove aveva il conto corrente, che lo aveva informato del fatto che erano arrivati all’incasso degli assegni con somme piuttosto alte. Il prete inizialmente, non pensava che fosse stato il suo conoscete, l’uomo che aveva voluto aiutare, a falsificare i titoli per cui aveva presentato un denuncia per smarrimento degli assegni, ritenendo che qualcuno li avesse trovati e tentato di incassarli. Successivamente, però, aveva puntato le accuse sul 65enne, ritenendolo il responsabile della falsificazione; questi, però, non solo non riconosceva di avere alcuna responsabilità nella vicenda ma era arrivato a denunciare il sacerdote per calunnia e falso. Ma è stato lui, invece, a finire nei guai per il reato di calunnia avendo denunciato il prete sapendolo innocente. Questo, almeno, secondo le accuse formulate dal pubblico ministero Davide Rosati che ha chiesto il rinvio a giudizio per il 65enne vibratiano, richiesta poi accolta nei giorni scorsi dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Teramo. C’è da dire, inoltre, che alcuni dei prestiti ottenuto dal sacerdote il 65enne li aveva rimborsati, mentre per altri, invece, non solo non lo aveva fatto ma avrebbe addirittura tentato di incassare una soma maggiorata. Ora la vicenda passa all’esame del tribunale.
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