Aci, in pensione il direttore Irelli Con lui superati i 10mila iscritti

La dirigenza nazionale gli rende omaggio con una lettera: «Teramo è il nostro fiore all’occhiello» Il suo bilancio: «Ho lavorato per tramandare ai giovani la storia della nostra motorizzazione»
TERAMO. Dopo 44 anni trascorsi all’Aci di Teramo, la colonna dell’Automobile club teramano e il testimone vivente di tutti i successi e le trasformazioni della motorizzazione teramana va in pensione. Gabriele Irelli dal 1° maggio non sarà più il direttore dell’Aci di Teramo, che sotto la sua guida è cresciuto fino a superare i 10mila iscritti (sono per la precisione 10.289, con un aumento costante del 3% all’anno nell’ultimo quinquennio) e diventare una realtà tra le più virtuose in Italia. A dirlo non è solo Carmine Cellinese, attuale presidente di Aci Teramo e Aci Abruzzo, ma anche Roberto Caruso, direttore compartimentale Aci Italia, il quale, in una lettera indirizzata a tutti i colleghi per annunciare il pensionamento di Irelli, ha scritto: «Gabriele in tutti questi anni ha lavorato sodo: lo ha fatto con diligenza, accortezza, perseveranza e sagacia come se fosse stato in una sua azienda, coniugando in sé la veste di irreprensibile funzionario ma anche di abile manager: i risultati e i traguardi raggiunti sono sotto gli occhi di tutti, non è certo un caso che l’Automobile club di Teramo sia un fiore all’occhiello della Federazione».
Irelli ha lavorato a stretto contatto con tre presidenti: Tullio Sorgi, Vincenzo Di Gialluca e Carmine Cellinese, a cui oggi spetta il compito di ringraziarlo in un’intervista rilasciata in tandem con lo stesso direttore.
Cellinese, con Irelli va via un pezzo di storia dell’Aci.
«Io non parlerei di una pagina chiusa. Gabriele Irelli è e rimarrà l’Aci di Teramo, perché la sua testimonianza lavorativa ha lasciato segni tangibili nel patrimonio dell’Aci che è un patrimonio dei teramani. Il direttore è entrato in Aci nel 1978 ricoprendo di fatto tutti i ruoli: da responsabile del trasporto merci a coordinatore della rete territoriale e responsabile della rete carburanti. Fu promosso direttore nel 2005 e ha diretto anche il Pra (pubblico registro automobilistico) di Teramo oltre a essere il responsabile dell’attività di intermediazione assicurativa per l’Automobile club Teramo».
Direttore Irelli, quali sono state le linee guida della sua attività?
«Innanzitutto l’incremento del valore patrimoniale dell’ente. L’Aci conta su un patrimonio netto di un milione e 165mila euro. Non ha pendenze debitorie. Nel 2005 acquistammo la sede sociale di corso Cerulli, dieci anni dopo il lastrico solare e il parcheggio interno, poi abbiamo acquistato un immobile a Notaresco e uno a Silvi che sono sedi dell’agenzia Sara. Oggi contiamo su 16 delegazioni territoriali, sette punti vendita carburanti di proprietà e un’autoscuola a Tortoreto. Inoltre posso dire con orgoglio di aver costruito legami saldi con il mondo associativo e sportivo, nel tentativo di preservare e tramandare tutto il patrimonio della storia automobilistica teramana, ma non solo visto che ho diretto anche le delegazioni Aci di Pescara e L’Aquila. La storia del nostro automobilismo ha avuto molti cambiamenti negli anni. Pensiamo alle corse, che prima erano corse cittadine, eventi sportivi e folkloristici allo stesso tempo, come la Mille Miglia. Dagli anni 70 in poi, con le nuove norme sulla sicurezza, le gare si sono spostate su pista. Ho cercato di fare in modo che il club tenesse il passo delle novità ma anche che tramandasse questo patrimonio alle nuove generazioni. I giovani possono avere consapevolezza del presente – penso alla svolta elettrica, al nuovo codice della strada che tiene conto di monopattini e corsie ciclabili, fino alle nuove sfide energetiche che ci stanno toccando – solo conoscendo il passato.
Presidente Cellinese, dopo Irelli chi e cosa sarà l’Aci di Teramo?
«Irelli anche in pensione rimarrà una risorsa, ma soprattutto il suo esempio sarà il faro per tutte le generazioni successive. Dal 1° maggio ad interim arriverà Roberto D’Antuono, già direttore dell’Aci di Chieti, che siamo certi onorerà il bagaglio importante lasciato da Irelli».
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