«Acqua sicura, accolte le nostre proposte»

Gran Sasso, modifiche al progetto presentate da “Liberi cittadini 5 stelle” e Arco consumatori
TERAMO. La Regione Abruzzo ha recepito le proposte d'intervento del gruppo "Liberi cittadini 5 Stelle" e di Arco Consumatori per la messa in sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso, con l'abbandono della prima ipotesi di progetto. A darne notizia sono le due associazioni teramane che nei prossimi giorni inviteranno ad un tavolo di concertazione Regione, Strada dei Parchi, Ruzzo ed Enel. «Dopo numerosi confronti con la Regione», spiegano Franco De Angelis, presidente di Arco Consumatori, e Claudio Della Figliola, portavoce di Liberi Cittadini 5 Stelle, «sono state accettate le proposte delle nostre associazioni, con costi di progetto notevolmente inferiori e senza ulteriori violenze sul Gran Sasso». La prima ipotesi di progetto, che avrebbe richiesto circa 280 milioni di euro, prevedeva nuove opere di captazione e passanti per accedere al laboratorio. Gli interventi proposti dalle due associazioni, invece, partiranno dallo smantellamento dei manti stradali delle gallerie, con la sostituzione dei canali in cemento con tubazioni in acciaio inox, separandoli così da possibili infiltrazioni esterne. Il secondo passo riguarderà il rifacimento dei canali laterali di scolo delle acque di risulta delle due canne autostradali. I lavori, che interessano i lati teramano e aquilano, dureranno presumibilmente dai 2 ai 3 anni, durante i quali, come sottolineato dai rappresentanti delle due associazioni, saranno prese le dovute precauzioni per salvaguardare la potabilità dell'acqua. «Altro suggerimento dato al Laboratorio di Fisica Nucleare è stato quello di mettere in sicurezza alcune sorgenti, utilizzando anche qui tubi in acciaio inox», dicono De Angelis e Della Figliola, «È stato suggerito anche il recupero della funzionalità dei vasconi di San Pietro e del depuratore di Casale San Nicola in grado di fornire, in casi di emergenza, acqua potabile per 48 ore a quasi tutta la provincia di Teramo. Abbiamo indicato inoltre l’utilizzo di acqua di superficie proveniente dai canali di gronda della Valle dell’Inferno, gestiti e non utilizzati dall’Enel, per altri 150 litri al secondo». Infine le due associazioni ribadiscono l'importanza della trasparenza e di un maggiore confronto da parte di tutti i soggetti interessati per la messa in sicurezza della risorsa idrica.
Chiara Di Giovannantonio
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