Acqua, è già scattato il razionamento

Disagi in diverse zone di Silvi e Atri e in Val Vibrata, colpa dei consumi anomali. Proteste dei cittadini: «Facciano le multe»
TERAMO. È ancora giugno, ma il Teramano è già entrato in emergenza idrica. I casi sono diversi e le segnalazioni arrivano da diverse parti della provincia.
SILVI E ATRI. L’Aca, l’azienda acquedottistica di Pescara, nei giorni scorsi ha comunicato che alcune parti del territorio di Silvi e di quello di Atri sono interessate dalla sospensione dell’erogazione di acqua a causa dei consumi “troppo elevati”. Il provvedimento sta penalizzando in particolare la zona Piomba alta e dintorni, nella quale i rubinetti resteranno a secco fino al 2 luglio dalle 9 alle 19. Analogo provvedimento, ma in orari diversi (dalle 20 alle 6), è stato adottato per contrada Coccioni. Com’era prevedibile, sono subito partite le proteste degli abitanti dei due quartieri che, ancorché in posizione collinare. «Che quest’anno si potesse registrare una certa carenza dell’acqua era già noto», ha dichiarato un abitante di contrada Coccioni, «per questo ci siamo attrezzati dotandoci di serbatoi e autoclave, ma che già da giugno si dovesse parlare di emergenza idrica non era certo immaginabile». In effetti, in passato, non si era mai verificato un caso simile con periodi così lunghi di chiusura dei rubinetti fin dal mese di giugno. «Se già a giugno, quando i turisti sono pochi, siamo con il contagocce», si è chiesto un albergatore del centro, «cosa ci dobbiamo aspettare a luglio e, soprattutto, in agosto quando Silvi sarà ben più affollata?». Il problema, dunque, desta perplessità e malumore in una località turistica come Silvi che dall’estate trae molta parte della sua economia. Ma certo non è molto diverso il caso di Atri, dove l’Aca ha annunciato la sospensione dell’erogazione nel centro urbano e nelle zone limitrofe fino al 2 luglio dalle 21 alle 6. La causa dello sperpero d’acqua è riconducibile al cattivo uso che ne fanno agricoltori e proprietari di orti e giardini, che usano l’acqua potabile per innaffiare i terreni.
SANT’EGIDIO. C’è una parte di Sant’Egidio alla Vibrata a secco da sabato scorso e la Ruzzo Reti, che inizialmente al telefono chiedeva di pazientare, poi non ha fatto più sapere se e quando tornerà l’acqua. Nel frattempo un pezzo di corso Adriatico si approvvigiona di bottiglie di acqua ed i supermercati di zona sono rimasti senza scorte. Ieri, comunque, la società acquedottistica teramana sul proprio sito ha fatto sapere che “la situazione idrica è in miglioramento per quanto riguarda i comuni di Colonnella, Ancarano, Sant’Egidio alla Vibrata e Nereto. In mattinata sono state fatte regolazioni che dovrebbero migliorare la situazione entro la mattinata di domani (oggi, ndc)”. «Quello che più fa rabbia è che non c’è rispetto per i cittadini e non si mantiene fede alla “carta dei servizi” in merito ai tempi di risoluzione del problema e alla comunicazione», commenta Catia Silvestri, «sto utilizzando piatti, bicchieri e posate di plastica il cui consumo non tutela l’ambiente e la riduzione dei rifiuti. Chi ci rimborsa per il disagio? Se il problema, come mi è stato risposto prima del silenzio, è dovuto all’uso scorretto dell’acqua potabile, facessero i dovuti controlli e le multe, così se qualcuno pagherà i pomodori 500 euro al chilo per l’uso dell’acqua del Ruzzo, non innaffierà più», conclude.
(red.te-adp)
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