Addio a Bernardini, decano dell’ateneo

10 Aprile 2020

Il docente di diritto internazionale è morto a Roma a 85 anni. È stato rettore della D’Annunzio e preside di facoltà a Teramo

TERAMO. Una vita spesa tra università e militanza politica. Si può riassumere così l’esperienza umana e professionale di Aldo Bernardini, professore emerito di diritto internazionale, morto a 85 anni nei giorni scorsi a Roma, dove risiedeva con la moglie Ingrid Sattel. Originario della capitale, dove aveva avviato la carriera accademica insegnando a La Sapienza, era comunque molto legato all’Abruzzo e in particolare a Teramo. Dal ’69, infatti, prese servizio nella facoltà teramana di Scienze politiche della D’Annunzio. Qui divenne professore ordinario e poi preside di facoltà tra il ’72 e il ’79. In quello stesso anno fu eletto rettore dell’università di Pescara-Chieti, carica che mantenne per due mandati, fino al 1985. Nel periodo successivo si dedicò alla didattica e dal 1993 fu decano dell’università di Teramo insegnando diritto internazionale.
All’attività accademica ha affiancato una notevole mole di pubblicazioni, tra cui vari saggi, e partecipazioni a conferenze internazionali a Parigi, Berlino Est, Pyongyang, Belgrado, Mosca, Tripoli e Baghdad legate anche alla sua militanza politica. Da sempre comunista, Bernardini era stato designato dal governo jugoslavo come osservatore alle elezioni politiche del 2000 e ha fatto poi parte del comitato internazionale per la difesa di Slobodan Miloševic, ex presidente serbo accusato di crimini contro l’umanità durante la guerra nei Balcani. Bernardini è stato l’unico italiano a cui fu concesso d’incontrarlo durante la reclusione in attesa del giudizio da parte del Tribunale internazionale dell’Aja. Profondo studioso dell’ideologia marxista-leninista, nel 1995 era stato anche uno dei fondatori del “Centro Gramsci di Educazione”.
«Tornava spesso in città», sottolinea Mirko De Berardinis, segretario cittadino di Rifondazione comunista che l’ha più volte incontrato in diverse iniziative ispirate alla comune impostazione ideologica, «come non ricordare il suo instancabile attivismo politico-culturale con la partecipazione a numerosi convegni, incontri e presentazioni di libri in città e in tutto il territorio abruzzese?». De Berardinis cita anche il concerto lirico organizzato nel 2016 dall’università per celebrare i quarant’anni d’insegnamento di Bernardini, che tra l’altro era appassionato di musica. L’ultima sua visita in città risale a inizio novembre 2017, quando partecipò a un’iniziativa in occasione del centenario della rivoluzione sovietica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA