Addio a Conte, portò in C il Giulianova 

Suoi alcuni dei gol decisivi della mitica stagione ’70-71. Giorgini: «Persona speciale, riusciva sempre a farci sorridere»

GIULIANOVA. Si è spenta ieri un’altra stella che fece brillare il cielo della città il 23 maggio del 1971, quando la formazione giallorossa, al termine dell’incontro casalingo con il Bellaria, conquistò per la prima volta la serie C. Ieri all’ospedale Mazzini di Teramo si è spento all’età di 73 anni Sergio Conte. Giuliese doc, molto legato alla sua città anche quando aveva davanti una carriera sportiva di un certo spessore. All’epoca del trasferimento all’Inter, dovendo scendere in campo, preferì tornare a casa. Inutilmente l’allenatore e i dirigenti cercarono di rintracciarlo. L’episodio ricalca il carattere libero, stravagante, simpatico e gioioso di Conte, che dentro gli spogliatoi riusciva a tenere su il morale di tutti con scherzi imprevedibili e simpatici. L’anno della promozione il centravanti riuscì a salvare il Giulianova nella partita esterna con i cugini del Teramo, segnando al vecchio Comunale i due gol del 2-2. Di quella squadra in diversi non ci sono più, a partire da Renato Curi per continuare con Francesco Janni, Roberto Vernisi, Adelmo Capelli e Alceo Maurini. L’attività di atleta di Conte è iniziata nelle giovanili del Giulianova, con cui debuttò in D da giovanissimo. Le presenze gli valsero la convocazione nella nazionale “Semiprò”, che furono determinanti per il passaggio all’Inter. Da Milano, per quell’episodio di indisciplina prima descritto, fu trasferito al Varese. Poi andò in Veneto al Clodia Sottomarina. Dopo una stagione al sud con il Lavello, Conte tornò a Giulianova dove giocò per qualche anno prima di approdare alla Santegidiese e poi all’Angolana.
Così lo ricorda un ex compagno di squadra, Francesco Giorgini, che ieri ha pianto apprendendo la notizia della morte dell’amico: «Per me Sergio era un fratello e la notizia della sua scomparsa mi ha davvero sconvolto. Ci vedevamo spesso, facevamo assieme delle lunghe passeggiate durante le quali parlavamo di calcio, ma non solo. Aveva un carattere speciale e riusciva a farci sorridere anche quando la sorte non era favorevole. Gli volevamo bene tutti e quell’affetto gli era dovuto per come si poneva nei nostri confronti». Altro ex compagno di squadra è Angelo Tancredi, centrocampista di quella formazione miracolosa del 1971. Così lo ricorda: «Tecnicamente era molto dotato e in alcune occasioni riusciva ad esprimersi alla grande. Difficile dimenticare Sergio soprattutto per il suo carattere teso sempre a rendere piacevole e simpatica l’atmosfera collettiva. Con lui se ne va anche un pezzo di noi».
Dopo la lunga avventura calcistica, Conte ha intrapreso un’attività completamente diversa entrando a far parte del gruppo Amadori. Ha iniziato come agente commerciale dell’azienda di Mosciano riuscendo in breve tempo ad accattivarsi le simpatie di Francesco Amadori che ne apprezzava la dedizione al lavoro. Un passo alla volta è riuscito a costruirsi una bella carriera da funzionario diventando per l’azienda il responsabile commerciale per il centro-sud. Per volontà del defunto non si svolgeranno funerali, ma una cerimonia in data odierna all’interno della casa funeraria Gerardini in via Prato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA