Addio a D’Ignazio, due volte sindaco

21 Giugno 2016

Docente e preside dell’Itis, fu protagonista della politica teramana dal ’75 al ’93. Camera ardente allestita in municipio

TERAMO. E' tornato nella sala consiliare dove per vent'anni è stato protagonista della vita politica cittadina. L'ex sindaco Pietro D'Ignazio, morto alle prime luci dell'alba di ieri, ha ricevuto l'omaggio di tanti politici e concittadini nella camera ardente allestita in Comune. L'amministrazione ha inteso così esprimere non solo il cordoglio ma anche la riconoscenza nei confronti del primo cittadino, che aveva 88 anni e da tempo soffriva di una grave malattia, al cui nome sono legati il concepimento del Lotto zero e della Team, nonché l'avvio delle procedure per l'autonomia dell'università teramana dalla "D'Annunzio" dell'asse Chieti-Pescara. D'Ignazio è stato sindaco per quasi due mandati pieni, tra l'85 e il '93, quando non c'era ancora l'elezione diretta e l'incarico più prestigioso in municipio veniva assegnato dal consiglio.

Insegnante di chimica, aveva iniziato al sua carriera politica nelle file della Dc nel '75 come consigliere comunale. Il percorso amministrativo di D'Ignazio si è sviluppato con la designazione ad assessore nel '77; poi fu chiamato a prendere il posto di Gennaro Valeri come primo cittadino e, proprio nell'anno dell'insediamento, diede il benvenuto a Teramo a Giovanni Paolo II. Con lui ha esordito in politica Milton Di Sabatino, attuale presidente del consiglio comunale, che ieri alle 13 ha accolto il feretro in municipio al fianco del sindaco Maurizio Brucchi. «Per il profilo umano è stato il migliore tra gli amministratori che ho conosciuto», ricorda l'ormai decano dei consiglieri, «al termine di ogni seduta consiliare, fosse stata anche notte fonda, voleva che la maggioranza si riunisse a cena e così si stemperavano le tensioni».

La dimensione conviviale con cui interpretava il suo ruolo, e che gli ha permesso di superare senza acredini momenti difficili, come lo scontro frontale in consiglio con Marco Pannella sul Lotto zero e l'inchiesta sui "detersivi d'oro", lo fa ricordare anche come il sindaco che ha inaugurato la stagione dei gemellaggi. Ne è testimonianza concreta il telegramma di cordoglio arrivato da Memmingen, prima città gemellata con Teramo, e firmato dal borgomastro ancora in carica Ivo Holzinger che trent'anni fa firmò la storica intesa con D'Ignazio. Alla passione per la politica l'ex sindaco, che nel '93 fu sostituito dal suo vice Antonio Gatti per gli ultimi due anni di mandato, ha affiancato quella per l'insegnamento, praticato fino alla nomina a preside dell'Itis con cui ha chiuso la sua attività professionale.

Per nessun altro finora, tra i primi cittadini defunti, è stata allestita la camera ardente in municipio. «D'Ignazio ha meritato un riconoscimento ufficiale per gli anni di vita spesi al servizio della comunità», sottolinea Brucchi, «e per la sensibilità, la disponibilità e l'attenzione con cui ha caratterizzato il suo impegno». In tanti tra politici di ieri e di oggi, amministratori ed ex studenti si sono stretti fino a sera intorno alla moglie Liliana Cardelli e ai figli Laura e Giorgio. La camera ardente riaprirà questa mattina alle 8 e da lì la salma sarà trasferita in cattedrale per il funerale che inizierà alle 11.

Gennaro Della Monica

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