Addio a Faraone, il “saggio” dei vini

10 Luglio 2019

Fu il primo in Abruzzo a puntare sullo spumante con il vitigno Passerina. I funerali domani mattina a Colleranesco

GIULIANOVA. E’ scomparso la scorsa notte a 74 anni Giovanni Faraone, titolare omonima azienda vitivinicola. Dagli anni '30 coltiva le sue uve e nel 1970 lui ha iniziato ad imbottigliare i vini: il Montepulciano d’Abruzzo e il Trebbiano d'Abruzzo, il Cerasuolo, tutti vini Doc o Docg delle Colline Teramane; dal 2000 anche i vini del territorio con l'etichetta Collepietro Igt.
Un marchio che si è fatto apprezzare da un ampio pubblico, grazie alla sapienza come vignaiolo di Giovanni Faraone, che spesso si poteva incontrare nel punto vendita, sulla Statale 80 a Colleranesco. Il vigneto Collepietro nel comune di Mosciano, si estende su un fianco collinare a circa 150-200 metri di altitudine e qui la famiglia ci sono tutte le vigne aziendali. Un unico appezzamento caratterizzato da terreni argilloso-sabbiosi con quote di scheletro e calcare. Ci sono due piccole porzioni di Sangiovese e Falanghina, poi soprattutto Montepulciano, Passerina e Pecorino.
Giovanni Faraone lascia i figli Paola e Federico, che già lo affiancava nella conduzione dell’azienda, e Alfonso. «Con Giovanni», ricorda il giornalista Massimo Di Cintio, «perdiamo tutti, ancor prima che un vignaiolo, una gran bella persona schietta e diretta, proprio come i suoi vini. Avendo all’attivo quasi 50 vendemmie, Giovanni, apparteneva alla cerchia dei saggi enoici in grado di dispensare consigli, raccontare storie e anticipare le mode. È stato proprio lui il primo a credere spumante metodo classico con il vitigno Passerina in Abruzzo, uscito nel 1983 a sua firma, e nella potenza di espressione e longevità dei grandi Trebbiani d’Abruzzo. Con Giovanni e mio padre insieme, ho avuto il piacere di vivere tanti momenti di degustazione, erano uomini d’altri tempi legati da profonda stima e amicizia». I funerali si terranno domani alle 10 nella chiesa di Colleranesco.
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