Addio a “Giacobbo”, anima teramana

Si è spento a 84 anni Vincenzo Cimini, l’inventore del celebre personaggio televisivo. Oggi i funerali
TERAMO. Vincenzo Cimini se n’è andato e con lui un pezzo di anima teramana, che lui aveva rappresentatato con il personaggio di “Giacobbo”. Questa mattina alle 9,30 la città gli renderà l'ultimo saluto nella chiesa Cuore immacolato di Maria in piazza Garibaldi. Cimini geometra di professione, si è spento a 84 anni nella sua casa, tra domenica e lunedì, circondato dall’affetto dei cari: la moglie Delia Pompei e i figli Annalia, Clem, Marco e Nico. Vincenzo Cimini è entrato nelle case dei teramani passando per gli schermi di TeleT prima, Verde Tv dopo e infine Teleponte. Aveva inventato un seguitissimo format televisivo nel quale vestiva i panni di “Giacobbo”. Proponeva gustosi siparietti in dialetto, con nenie di sua invenzione e dialoghi surreali con il nonno che gli permettevano di raccontare le tradizioni della Teramo di una volta. Tuttavia Cimini non era solo un appassionato cultore del vernacolo, ma un protagonista attivo della vita culturale. Abile disegnatore, fine ritrattista, ha prestato la sua matita anche per corredare alcuni volumi locali. «Veniva dalla fucina dello “Svarietto”», ricorda Piero Chiarini di Teramo nostra. Lo Svarietto è stato un salotto culturale in via Nicola Palma, attivo negli anni tra il 1976 e il 1996 e ospitato nella casa dei coniugi Carlo e Rosa Marconi, dove si incontravano artisti, politici e musicisti locali. E Vincenzo Cimini ne era assiduo frequentatore. «È stato tra i fondatori dell’associazione Teramo nostra nel 1987», aggiunge Chiarini, «ha animato per anni come giurato il concorso letterario Vernaprile alla Fratellanza artigiana ed è stato anche un fervente ambientalista, militando per un periodo nel partito dei Verdi. Non era un nostalgico, sapeva trasmettere la memoria cittadina e con la sua partenza Teramo perde un pezzo della sua anima».
Emanuela Michini
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