Addio a Iaconi, portò la Rosetana in C2
L’architetto 62enne stroncato da un infarto nel sonno. Per sei anni alla guida della società di calcio, oggi i funerali
ROSETO. Se n’è andato nel sonno Pietro Iaconi, 62 anni, ex presidente della Rosetana calcio, stroncato da un infarto nella sua abitazione di Roseto. Lascia la moglie Anna e i suoi due figli, Alessandro e Francesca. In città Iaconi era molto noto, oltre che per il suo lavoro di architetto, per il passato nel mondo del calcio.
Nella Rosetana era entrato nel 1996, quando era in prima categoria. Una promozione dietro l’altra fino ad arrivare addirittura in serie C2, nel 2003. E’ stato presidente del club biancazzurro per sei anni. La sua improvvisa scomparsa ha addolorato tutta la città e i suoi amici più cari. I soccorsi sono stati immediati, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. «La comunità rosetana perde un pezzo importante della sua storia», dice Camillo Cerasi, presidente dell’associazione sportiva Roseto calcio, «tutti lo ricordano come un professionista impeccabile perché ha rappresentato per tanti anni un punto di riferimento per il calcio cittadino. E’ stato infatti presidente della Rosetana dal 1996 al 2003 e rappresentò il vero cambiamento di interpretazione dal punto di vista manageriale del calcio a Roseto, risollevando entusiasmi tra i tifosi azzurri come mai avvenuto prima. Sotto la sua guida, infatti, la squadra di calcio di Roseto vinse quattro campionati di cui tre consecutivi portando la Rosetana dalla prima categoria alla C2 , per la prima volta nella storia tra i professionisti».
Iaconi ha fatto tanto per il calcio a Roseto ma, nonostante ciò, il pubblico non ha mai attecchito a causa della grande tradizione cestistica del Lido delle Rose. Un altro grande amico di Pietro Iaconi è stato Gino Iachini che, negli anni d’oro della Rosetana, era dirigente. «Siamo cresciuti insieme da quando avevamo 5 anni», racconta Iachini, «il nostro rapporto andava oltre l’amicizia. Con tutti i suoi difetti era una persona eccezionale. Era di compagnia, stavamo bene insieme nel mondo del lavoro e dello sport. Lascia un vuoto molto grande. Anche quando lasciò la presidenza seguiva comunque le vicende della squadra. Il giorno che vincemmo il campionato a Tolentino ci siamo abbracciati e ci siamo messi a piangere perché era un traguardo che volevamo e che riuscimmo a ottenere. L’unico rammarico è che, all’epoca, secondo me non è stato apprezzato in maniera adeguata dai rosetani. Una gran brava persona». Oggi alle 15 i funerali nella chiesa di Voltarrosto.
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