Addio a Lisciani, imprenditore dei giochi

15 Gennaio 2022

Giuseppe aveva 81 anni. È stato editore, pedagogista, insegnante e fondatore della storica azienda conosciuta nel mondo 

TERAMO. Si è spento a 81 anni Giuseppe “Peppe” Lisciani. Editore, pedagogista, scrittore, insegnante, fondatore della Liscianigiochi (poi Lisciani Group) azienda di Sant'Atto che si occupa di libri e giochi per bambini.
Nato a Notaresco da una famiglia di umili origini, con grande determinazione aveva intrapreso gli studi che lo condussero alla laurea in Pedagogia all'università dell'Aquila. Da lì si è snodato quel lungo filo rosso che lo ha accompagnato per tutta la vita: la passione per i bambini, l'attenzione alla loro crescita e alla loro educazione. Lisciani è stato insegnante nelle scuole elementari e docente di storia e filosofia nei licei, e per lungo tempo, dalla fine degli anni '60 ai primi anni '80, è stato assistente alla cattedra di pedagogia del professor Mauro Laeng conducendo con lui ricerche pedagogiche d'avanguardia che hanno profondamente inciso sui modelli di istruzione italiana. La passione per la scrittura lo aveva portato da giovanissimo ad avere esperienze in redazioni giornalistiche teramane, approdando poi nel mondo dell'editoria: un mondo al quale si è avvicinato negli anni '60 con una intensa collaborazione con l'editore Armando di Roma. Poco dopo Lisciani fonda la casa editrice EIT, con la quale pubblica e dirige la collana di pedagogia e didattica Educazione Nuova che all'epoca diede un impulso nuovo ai sistemi didattici italiani.
Ed è nel 1975 che, proprio per l'impegno sotto questo profilo, riceve a soli 35 anni la medaglia al merito educativo dal presidente della Repubblica. Grande rumore, anche a livello mediatico, ebbe un'altra sua straordinaria intuizione letteraria e pedagogica: nel 1980 il sodalizio editoriale fra Lisciani e Giunti dà alla luce “C’era non c’era”, una collana di testi per l’infanzia scritti dai migliori nomi della letteratura italiana. Da Arpino a Bevilacqua, da Malerba a Moravia, da Pontiggia a Zanzotto, per citarne alcuni, furono moltissime le celebri firme per una collana rivoluzionaria che vide fra i curatori anche Renato Minore e Gianni Gaspari. Lisciani era un vulcano di idee: sempre attivo su più fronti, sempre pronto a mettersi in gioco scommettendo su un nuovo progetto. Come nel 1989 quando fonda l'azienda di famiglia Liscianigiochi nella quale mette tutto il suo impegno e il suo sapere diventando il “papà del gioco educativo”. Chi ha lavorato con lui ne ricorda la tenacia, il rigore, l'infaticabilità e la scrivania piena di libri e di giochi. Un piglio da imprenditore concreto che si è fatto da sé, uomo di estrema intelligenza e vasta cultura, ma anche persona sensibile e di gran cuore. Cuore che spesso e volentieri apriva al prossimo: la Lisciani si è sempre distinta per gli slanci di generosità verso enti e associazioni benefiche che si occupano di bambini. Giuseppe Lisciani lascia la moglie Sofia, con la quale viveva a Mosciano, i figli Franco, Davide e Alessandra che hanno seguito le orme professionali del padre. L'Abruzzo perde uno dei suoi figli più brillanti, capace di coniugare come pochi cultura e impresa, passione e rigore. Con Lisciani se ne va anche un pedagogista italiano che ha contribuito a rivoluzionare l'approccio con l'infanzia.
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