Addio a Losacco, scampò all’orrore nazista

Silvi, aveva 97 anni. Di recente il Comune gli aveva dato una targa per la sua storia di deportato
SILVI. È morto a Silvi all’età di 97 anni Paolo Losacco, che in città era la memoria storica della barbarie nazista. Proprio quest’anno, in occasione della Giornata della Memoria, il primo cittadino Andrea Scordella gli aveva donato una targa riconoscimento per la sua storia di deportato.
Nel 1944 Losacco, allora diciottenne, fu prelevato a Milano dove abitava con la famiglia, nel corso di un rastrellamento delle milizie fasciste della Repubblica sociale italiana e arruolato di forza nel 3° Reggimento Bersaglieri. Successivamente fu trasferito in un bunker sulla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, dove rimase a presidiare un ponte insieme ad altri sei giovani soldati italiani e un drappello di tedeschi. Di lì a poco un comando tedesco dispose che tutti i soldati italiani fossero trasferiti: in realtà si trattava di una vera e propria deportazione. Da quel momento iniziò il suo triste calvario. Dopo il processo-farsa a cui venne sottoposto a Genova, e dal quale uscì condannato a 30 anni, transitò per le carceri di Friburgo, Dresda, Essen, Lipsia e altre ancora fino ad arrivare alla fortezza di Torgau. Nel novembre del 1944 fu destinato al campo di concentramento Strafalgar di Zoschenn riservato ad ebrei e prigionieri politici. Mesi e mesi trascorsi tra gli stenti, la fame, i lavori forzati e le sevizie dei soldati tedeschi. Poi, finalmente la liberazione da parte dei soldati dell’armata rossa. Paolo Losacco era arrivato a pesare 37 chili ed era irriconoscibile per i segni della sofferenza.
I suoi funerali si sono svolti ieri alle 15.30 nella chiesa dell’Assunta e la salma è stata tumulata al cimitero di Silvi Alta. Losacco ha lasciato il figlio Massimo e i nipoti, che hanno ricevuto innumerevoli messaggi di cordoglio dalla popolazione e dal Comune. ( d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

