Addio a Mazzitti, eccellenza abruzzese

Aveva 69 anni, era ricoverato a Torino in attesa di un trapianto polmonare. Martedì i funerali nella sua Teramo
TERAMO. Non è stato profeta in patria, almeno non come avrebbe voluto. Ma gli enormi riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e internazionale nel corso di una carriera multiforme e strepitosa non gli hanno mai fatto dimenticare l’origine teramana, né incrinato l’amore per la sua città. Walter Mazzitti si è spento nella notte di ieri all'ospedale torinese delle Molinette, dove era ricoverato da una settimana per una gravissima patologia respiratoria. Aveva compiuto 69 anni giovedì, era in attesa di un trapianto polmonare. Qualche giorno fa aveva postato su Facebook la propria soddisfazione per l’ultimo risultato professionale della sua vita («il più importante», aveva scritto): aver fatto inserire nel decreto “Cura Italia” una norma che permetterà, a chi è affetto da gravi patologie respiratorie e deve muoversi portando con sé una piccola bombola di ossigeno, di ricaricarla in ospedali e farmacie.
Mazzitti, dal 2008, era esperto giuridico della presidenza del Consiglio: in sostanza, contribuiva a istruire i provvedimenti normativi del governo. Solo l’ultimo di una serie infinita di incarichi di prestigio, che è difficile riassumere. La sua prima passione è stata l’archeologia, e giovanissimo – con altri appassionati – scoprì il mosaico del Leone di casa Savini. Laureato in giurisprudenza nel 1975 nell’allora sede teramana della D’Annunzio e diplomato in Diritto comparato nella facoltà internazionale di Strasburgo, cominciò a fare l’avvocato; ma a soli 31 anni fu chiamato a reggere la Pretura di Campli e come pretore “d’assalto” rivelò qualità che lo fecero conoscere in tutta Italia, firmando clamorosi provvedimenti nei campi della tutela ambientale e della sofisticazione alimentare. Poi, dall’88 al ’94, venne la parentesi politica: eletto in consiglio comunale a Teramo quale fondatore della lista civica “Teramo e frazioni”, con la quale creò dal nulla Verde Tv, e candidato al Parlamento con Forza Italia. Non eletto, trovò fuori da Teramo la definitiva consacrazione professionale svolgendo incarichi nazionali e internazionali di prestigio soprattutto in tema di gestione delle risorse idriche. Tra gli altri: presidente della Commissione interministeriale per la politica dell'acqua nel Mediterraneo (dal 1997 al 2002) e presidente, su nomina Ue, della Task force europea sull'acqua per il Processo di pace in Medio Oriente (dal 2000 al 2008).
Di Mazzitti gli abruzzesi ricordano soprattutto la parentesi vissuta da presidente del Parco Gran Sasso Monti della Laga, dal marzo 2002 al febbraio 2007: all’ente ha dato rilancio e forte ruolo istituzionale, con una gestione innovativa i cui risultati sono purtroppo andati dispersi nel tempo. Già presidente nazionale dell'Archeoclub d'Italia (dal 1989 al 2007), prima di essere chiamato all'ufficio legislativo di Palazzo Chigi ha fornito per 25 anni consulenze giuridiche per vari ministeri e redatto importanti pubblicazioni.
Mazzitti lascia la moglie francese Agnès, le figlie Valérie ed Emmanuelle (l’unico figlio maschio, Antoine, è scomparso a vent’anni in un tragico incidente), tre nipotini e due sorelle. La salma tornerà lunedì sera a Teramo e martedì alle 11 il funerale (con sole 15 persone presenti) si terrà nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria.
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