Addio a Orlando, paladino dei diritti gay

11 Dicembre 2020

Stroncato da un’ischemia a 75 anni, con il compagno di vita Bruno si è battuto per 50 anni contro pregiudizi e divieti 

PINETO. «Finchè morte non ci separi». Si erano giurati fedeltà eterna, dopo mezzo secolo di convivenza, il 25 settembre del 2016. Ieri notte l’indissolubile coppia gay di Pineto, la più longeva d’Italia, quella di Bruno e Orlando, si è spezzata per sempre. A causa di un’ischemia cerebrale, all’ospedale di Sant’Omero è deceduto a 75 anni Orlando Dello Russo. Con l’emergenza Covid il loro rapporto si era rinsaldato, avevano fatto insieme anche il tampone risultando entrambi negativi.
La notizia ha scosso tutta la comunità pinetese e quella degli omosessuali italiani, che da sempre conoscono la coppia per essersi battuta a viso aperto per i diritti dei gay. Appena approvata la legge Cirinnà, che dal 2016 riconosce pari diritti alle coppie dello stesso sesso, Bruno e Orlando hanno coronato con il matrimonio la loro unione, nata nel 1964 in Germania dov’erano emigrati per trovare lavoro, e proseguita prima ad Atri, dove hanno lavorato come fiorai, e poi a Pineto. Nessuno può dimenticare le immagini riportate da tutti i telegiornali nazionali che hanno acceso i riflettori sull’arrivo a villa Filiani della coppia a bordo di una Punto bianca ricolma di fiori, vestiti con lo stesso abito color carta di zucchero per celebrare la loro unione davanti al sindaco Robert Verrocchio. Poi c’è stato come da copione il viaggio in luna miele nella reggia di Caserta. Ritornati a casa avevano messo sul campanello di casa un cognome unico ed avevano detto: «La nuova legge Cirinnà è sicuramente un passo avanti verso le discriminazioni. Ora ci sentiamo veramente uniti, godremo anche della reversibilità della pensione e dell’assistenza reciproca in ospedale». Nel gennaio 2014 la coppia aveva celebrato un matrimonio “religioso” con il rito officiato da un prete della Chiesa ecumenica, che permette le unioni tra individui senza distinzione di sesso, cosa che il Vaticano ha sempre vietato. Orlando all’epoca diceva: «Il nostro gesto vuole essere un esempio per far riflettere e smuovere le acque su quelle che sono le regole ferree e i preconcetti delle istituzioni che vietano le unioni omosessuali». I due avevano affrontato anche il tema delle adozioni ma sono rimasti fermi a quelli che consideravano i loro figli: i tre cagnolini di nome Zingarella, Lolita e Chicco, che ora faranno compagnia solo a Bruno. Amavano i fiori, tanto che hanno addobbato la loro villetta color rosa vicino al bivio per Atri come quella delle principesse, un’esplosione di colori che non si può far a meno di notare. «La notizia della scomparsa del nostro concittadino Orlando Dello Russo», ha affermato ieri il sindaco Verrocchio, «mi ha colto di sorpresa e lasciato un profondo dolore. La sua vita è stata contrassegnata dalle battaglie per la conquista dei diritti per la comunità Lgbt. Le sue battaglie contro l’omofobia resteranno insegnamenti importanti per quanti lo hanno conosciuto e apprezzato». I funerali si svolgeranno stamattina alle 11 a Sant’Agnese. La salma verrà cremata. Bruno ha espresso il desiderio di custodire le ceneri di Orlando a casa, per stargli ancora vicino.
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